Il Governo Meloni ha approvato una importante novità fiscale che elimina l’obbligo di conservare la ricevuta cartacea generata dal Pos dopo un pagamento elettronico. Le informazioni sulle transazioni con carte di credito, debito o prepagate sono già riportate nei documenti commerciali (scontrini fiscali) e nei sistemi digitali delle banche, e da marzo saranno considerate sufficienti per fini fiscali e di tracciabilità.
La misura è contenuta nell’articolo 8 del decreto di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, conosciuto ai più con l’acronimo Pnrr, approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 gennaio 2026 e mira a semplificare la vita di cittadini, commercianti e professionisti, oltre a ridurre la produzione di carta termica non riciclabile.
Cosa cambia con la nuova direttiva sul Pos
Finora, chi pagava con il Pos doveva conservare le ricevute cartacee per anni, soprattutto per eventuali controlli o per dimostrare il pagamento ai fini delle detrazioni fiscali nel modello 730. Con la nuova normativa, queste ricevute diventano superflue. Bastano i dati digitali inviati da banche e intermediari finanziari – che contengono tutte le informazioni sulla transazione – oppure lo scontrino fiscale, nel quale è già indicata la modalità di pagamento elettronico.
La modifica si inserisce in un contesto più ampio di digitalizzazione fiscale, iniziato con l’introduzione dei registratori telematici e della trasmissione dei corrispettivi online all’Agenzia delle Entrate. Dal 1° gennaio 2026 è infatti già obbligatorio collegare logicamente i Pos ai registratori telematici, in modo da trasmettere automaticamente i dati delle vendite e dei pagamenti elettronici, rafforzando la tracciabilità e i controlli fiscali.
Secondo gli esperti, la riforma dovrebbe semplificare gli adempimenti contabili e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, alleggerendo l’archiviazione di documenti cartacei inutili e favorendo la conservazione digitale.
La risposta delle associazioni dei consumatori
La svolta è accolta positivamente anche dalle associazioni dei consumatori. L’eliminazione dell’obbligo di conservare montagne di scontrini cartacei è vista come una semplificazione reale per i cittadini, soprattutto per chi deve gestire numerose spese detraibili. Tuttavia, gli analisti sottolineano la necessità di garantire adeguati strumenti digitali anche alle fasce di popolazione meno avvezze alla tecnologia.
In prospettiva, l’addio alle ricevute del Pos costituisce un passo importante verso un sistema fiscale più moderno, digitale e meno burocratico, in linea con le tendenze internazionali di dematerializzazione dei documenti di pagamento.
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