Acqua Sant’Anna, acquisizione in vista nell’Horeca

Il Gruppo cerca un target italiano per il fuori casa e accantona la quotazione, puntando su investimenti e nuovi prodotti

Acqua Sant’Anna, acquisizione in vista nell’Horeca

Acqua Sant’Anna guarda a una nuova acquisizione in Italia per rafforzarsi nel canale Horeca, ma non prepara lo sbarco in Borsa. Il nuovo amministratore delegato Luca Cheri, alla guida del Gruppo dopo la morte del fondatore Alberto Bertone, punta su crescita industriale, innovazione e ampliamento dell’offerta.

Il dossier più concreto riguarda il mercato italiano delle acque minerali. L’obiettivo è individuare un’azienda attiva nel consumo fuori casa, quindi hotel, ristoranti, bar e catering, capace di completare la piattaforma del Gruppo.

In un’intervista al quotidiano torinese La Stampa, Cheri ha chiarito che, dopo l’acquisizione in Francia di Eau Neuve, il Gruppo non guarda ad altre operazioni all’estero. La ricerca è concentrata su una realtà italiana che produca acqua per il mercato Horeca e che consenta a Sant’Anna di rafforzarsi nel consumo fuori casa.

Il profilo cercato è preciso: un’azienda che non produca solo acqua in Pet, ma anche in vetro. In questo modo il Gruppo potrebbe affiancare alle plastiche tradizionali e biodegradabili un’offerta più adatta a ristorazione, hotellerie e locali.

Sul fronte finanziario, invece, la quotazione resta fuori agenda. “Al momento non stiamo valutando la quotazione in Borsa”, ha sottolineato l’a.d.. Il Gruppo ritiene di poter finanziare in autonomia lo sviluppo di nuovi prodotti e il miglioramento dell’efficienza degli impianti.

Il piano industriale prevede 30 milioni di euro di investimenti nel biennio 20252026. Le risorse saranno indirizzate soprattutto alle bevande isotoniche, alle linee per il tè freddo e ai prodotti con vitamine e minerali probiotici nello stabilimento di Vinadio.

La società arriva a questa fase con ricavi 2025 in crescita a 350 milioni di euro e con un fatturato in aumento di circa il 10% nei primi sei mesi del 2026. Nel mercato italiano delle acque minerali, Sant’Anna dichiara una quota valore del 13,5% nella distribuzione.

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