L’Unione europea accelera sulla diversificazione commerciale per ridurre l’esposizione alle tensioni globali e ai dazi statunitensi. In questo contesto si inserisce il nuovo accordo di libero scambio con l’Australia, siglato dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e dal premier Anthony Albanese, che punta a rafforzare gli scambi e le relazioni strategiche tra i due blocchi.
L’intesa prevede l’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni europee verso l’Australia, con un risparmio stimato di circa 1 miliardo di euro l’anno per le imprese dell’Unione. Un passo che si inserisce in una strategia più ampia di apertura verso nuovi mercati, in risposta alle incertezze generate dalla guerra commerciale globale.
Accordo Ue-Australia: export e settori chiave
Secondo le previsioni della Commissione, l’accordo porterà a un aumento delle esportazioni europee fino al 33% nel prossimo decennio, raggiungendo un valore annuo di 17,7 miliardi di euro.
I comparti con il maggiore potenziale di crescita sono quelli dei veicoli (+52%), dei prodotti lattiero-caseari (+48%) e della chimica (+20%). A beneficiarne saranno anche i produttori agroalimentari, grazie alla rimozione dei dazi su beni come formaggi, vino, cioccolato e prodotti dolciari.
L’Unione europea parte da una posizione già favorevole: nel 2024 la bilancia commerciale agroalimentare con l’Australia registra un saldo positivo di 2,3 miliardi di euro.
Materie prime e sicurezza delle catene di approvvigionamento
Uno degli elementi centrali dell’intesa riguarda l’accesso alle materie prime critiche. L’Australia è infatti un importante produttore di litio, magnesio e alluminio, risorse fondamentali per le industrie europee, in particolare nei settori energetici e tecnologici.
L’accordo elimina le restrizioni all’importazione di queste materie e rafforza la cooperazione sulle catene di approvvigionamento, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità e sicurezza industriale. Parallelamente, viene avviato anche un partenariato in ambito difesa e sicurezza, ampliando la collaborazione oltre il piano commerciale.
Il capitolo agricolo resta uno dei più delicati. Per i prodotti considerati sensibili – come carne bovina, ovina, zucchero e riso – sono previste quote limitate per l’import a dazio zero o ridotto, accompagnate da meccanismi di salvaguardia.
L’accordo introduce inoltre la protezione di 165 indicazioni geografiche agroalimentari e 231 per le bevande alcoliche. Tuttavia, su alcune denominazioni si è arrivati a compromessi. Il caso più emblematico è quello del Prosecco, che sarà tutelato ma continuerà a essere utilizzato in Australia come nome di vitigno, con restrizioni progressive sulle esportazioni.
Diversa la situazione del parmesan, che non beneficerà della stessa protezione del Parmigiano Reggiano e dovrà essere semplicemente etichettato senza riferimenti all’Italia.
Un’intesa strategica
L’accordo, frutto di negoziati avviati nel 2018 e conclusi dopo una lunga fase di stallo, dovrà ora ottenere il via libera degli Stati membri e del Parlamento europeo prima di entrare in vigore.
Oltre agli effetti economici, l’intesa rappresenta un tassello della strategia europea per rafforzare i legami nell’area indo-pacifica e ridurre la dipendenza da partner tradizionali, in un contesto segnato da crescenti tensioni commerciali e geopolitiche.
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Da sinistra, il primo ministro australiano, Anthony Albanese, e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der LeyenPhoto by Christophe Licoppe © European Union, 2026, licensed under CC BY 4.0




