Secondo uno studio presentato dall’Abi, il progressivo invecchiamento della popolazione rischia di diventare uno dei principali fattori di rallentamento economico del Paese nei prossimi decenni.
Senza interventi strutturali, il Pil italiano potrebbe ridursi del 18% entro il 2050, con effetti significativi su produttività, consumi, welfare e sostenibilità del debito pubblico. La stima si inserisce in un quadro demografico già considerato critico da istituzioni nazionali ed europee.
La situazione italiana
L’Italia è tra i Paesi più anziani al mondo. Il calo delle nascite, unito all’aumento dell’aspettativa di vita, sta riducendo progressivamente la popolazione in età lavorativa. Secondo le proiezioni dell’Abi,l’invecchiamento della popolazione avrà effetti significativi. Entro la metà del secolo il numero di cittadini over 65 crescerà sensibilmente, mentre diminuirà la quota di lavoratori attivi chiamati a sostenere il sistema pensionistico e sanitario.
Le conseguenze economiche potrebbero essere profonde. Una forza lavoro più ridotta comporta minore capacità produttiva, meno innovazione e una contrazione della domanda interna. A questo si aggiunge l’aumento della spesa pubblica destinata a pensioni, assistenza e cure sanitarie, con inevitabili pressioni sui conti dello Stato. Gli esperti sottolineano che il problema non riguarda soltanto la previdenza, ma l’intero equilibrio sociale ed economico del Paese.
Per evitare questo scenario, l’Abi richiama la necessità di politiche mirate e di lungo periodo. Tra le misure considerate prioritarie figurano il sostegno alla natalità, maggiori incentivi all’occupazione femminile, l’integrazione qualificata dei flussi migratori e investimenti in innovazione e formazione. Anche l’allungamento della vita lavorativa, accompagnato da programmi di aggiornamento professionale, viene indicato come uno strumento utile per mantenere competitiva l’economia italiana.
La sfida demografica, dunque, non è più soltanto sul fronte sociale, ma pienamente economica. I prossimi anni saranno decisivi per capire se l’Italia riuscirà a trasformare l’invecchiamento della popolazione in una transizione sostenibile oppure se subirà una progressiva perdita di crescita e competitività.
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