Abi, crescono ancora i prestiti a famiglie e imprese

Ad agosto 2026 il credito accelera leggermente, mentre migliorano anche raccolta bancaria e crediti deteriorati

Abi, crescono ancora i prestiti a famiglie e imprese© Shutterstock

Ad agosto 2026 il credito bancario in Italia ha proseguito la fase di crescita. Secondo il rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana (Abi), il totale dei prestiti destinati a famiglie e imprese è aumentato del 3,4% su base annua, accelerando leggermente rispetto al +3,3% registrato a luglio. La crescita prosegue così da marzo 2025 e ha riportato i finanziamenti complessivi sui livelli di ottobre 2022.

Per le famiglie si tratta del ventesimo mese consecutivo di aumento dei prestiti, mentre per le imprese è il quattordicesimo. Il dato segnala quindi una domanda di credito ancora sostenuta, nonostante un quadro economico caratterizzato da incertezza e tensioni geopolitiche.

Prestiti e mutui, come cambiano i tassi

Sul fronte dei costi, il tasso medio sul totale dei prestiti è salito al 4,19%, appena sopra il 4,17% di luglio. Più marcato è stato l’incremento relativo ai nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni. Il tasso medio è passato al 3,56%, dal 3,40% del mese precedente. Al contrario, per le imprese il costo dei nuovi finanziamenti è diminuito, passando al 3,66% dal 3,79% di luglio.

Un elemento di protezione per le famiglie arriva dalla struttura dei mutui già sottoscritti. Secondo Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’Abi, rispetto al report sui prestiti a famiglie e imprese, circa tre mutui su quattro sono a tasso fisso. Questo significa che la maggior parte dei finanziamenti immobiliari esistenti non risente direttamente di eventuali variazioni dei tassi.

Anche la raccolta bancaria ha registrato una dinamica positiva. Ad agosto quella diretta è aumentata del 2,3% annuo, raggiungendo 2.152,6 miliardi di euro. I depositi sono cresciuti dell’1,8%, mentre la raccolta attraverso obbligazioni a medio e lungo termine è aumentata del 6%. Migliora inoltre la situazione dei crediti deteriorati. A luglio gli Npl netti sono scesi a 28 miliardi di euro, pari all’1,30% del totale dei crediti, rispetto ai 28,6 miliardi di marzo e ai 29,1 miliardi di dicembre 2025.

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