I Data Center sono il futuro e anche in Italia si è capito quanto siano importanti gli investimenti in questo settore. Ecco perché ne sono previsti per 22 miliardi entro il 2030. A dirlo è una ricerca recente di Ida, l’Italian Data Center Association, sottolineando come il nostro Paese possa trasformarsi in un polo strategico per il Mediterraneo. In quest’ottica, il Governo Meloni si prepara per attirare capitali e rendere più semplici le regole. È stato avviato un percorso preferenziale per la multinazionale americana Vantage e, in breve tempo, si potrebbe aprire la strada ad altre semplificazioni regolatorie.
L’Italia ha chiuso il 2024 con 287 Megawatt di capacità complessiva dei suoi Data Center, con un aumento del 6% rispetto al 2023. Tuttavia, pare che nel 2025 dovrebbe accendere altri 110 Megawatt, e nel 2026 ben 250. Secondo le stime si dovrebbe raggiungere 1 GW nel 2028 e 2 GW nel 2031, registrando un incremento complessivo del 600% rispetto ai livelli dello scorso anno.
La capacità dei cavi sottomarini nel Mediterraneo, che crescerà di dieci volte nei prossimi cinque anni, è un fattore determinante per la nascita di nuovi hub digitali. Genova e Palermo sono dei snodi strategici, insieme a Barcellona e Creta, in un ecosistema interconnesso che mette il Sud Europa al centro del traffico globale dei dati.
L’occupazione in Italia grazie ai Data Center
Stando ai numeri di Ida, la spesa complessiva per la costruzione e l’allestimento dei Data Center in Italia raggiungerà i 21,8 miliardi di euro entro cinque anni. Il picco arriverà nel 2029, con quasi 5 miliardi di euro di nuovi investimenti. La capacità raggiungerà i 1.522 MW, quasi sei volte quella del 2024. Allo stato attuale, sono in costruzione impianti per 343 MW, mentre 1.684 MW risultano già pianificati.
“Questo impulso non solo favorisce lo sviluppo delle infrastrutture digitali, ma stimola anche settori collegati come energia, edilizia e telecomunicazioni, consolidando l’Italia come hub strategico per l’innovazione tecnologica”, si legge rapporto. A fine dell’anno scorso, circa due terzi della potenza attiva nel nostro Paese – 199 Megawatt su 287 – proveniva da Milano e dintorni. A Sud della città, infatti, passa il principale cavo di trasmissione dati italiano.
Il settore dei Data Center non è un faro soltanto dal punto di vista di innovazione tecnologica, può rappresentare un’importante fonte di occupazione. La filiera impiega oggi quasi 14 mila unità Fte tra costruzione, installazione, sicurezza e servizi. A questi si aggiungono 6.800 posti di lavoro indiretti generati dall’indotto locale.
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