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Attualità

Libia e Italia, un secolo di conflitti e accordi economici

Dalla conquista della Tripolitania e Cirenaica nel 1911 ai bombardamenti Nato a cui partecipa l’Italia: cento anni di rapporti, non sempre conflittuali, tra il nostro Paese e la Libia. Ecco le date principali

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Dal 1911 in cui l’Italia conquista le regioni della Tripolitania e Cirenaica, ai problemi dei coloni (prima riconosciuti e poi cacciati). Dal colpo di Stato del colonnello Muammar Gheddafi e le tensioni con l’Italia al “Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione” siglato trai i due Paesi fino alla rottura dei rapporti e ai bombardamenti. I rapporti fra Italia e Libia sono stati contrassegnati da lunghi e altalenanti periodi di conflittualità e accordi. Ecco una cronologia degli episodi più significativi:

La conquista italianaNel 1911 l’Italia acquisisce il controllo delle due regioni libiche, Tripolitania e Cirenaica, dopo una breve guerra con l’Impero ottomano. Nel 1934 Tripolitania e Cirenaica vengono riunite sotto il nome di Libia. Le forze italiane si resero colpevoli anche di gravi crimini. La dominazione italiana finisce con la sconfitta nella seconda guerra mondiale.

L’indipendenza della Libia24 dicembre 1951: la Libia diventa indipendente. Restano però in Libia molti cittadini italiani, la cui posizione (e i cui beni) diventano oggetto di un contenzioso. Nel 1956 un trattato bilaterale regola le questioni fra i due Stati che prevede la garanzia della posizione degli italiani in Libia.

Gheddafi sale al potere, i contrasti con l’ItaliaNel settembre 1969 il colpo di Stato in Libia. Il governo del colonnello Muammar Gheddafi non riconosce il Trattato del 1956. Nel 1970 un decreto del governo libico ordina la confisca dei beni degli italiani e il 7 ottobre viene ordinata l’espulsione dei nostri connazionali. In questa data negli anni a venire la Libia celebrerà la festa della “giornata della vendetta” per il colonialismo. Negli anni successivi la pendenza della questione fra i due Paesi non impedisce il rafforzarsi di legami economici.

La distensione con l’Italia e la crisi con gli UsaIl primo grande passo nella ripresa delle relazioni bilaterali è compiuto nel 1978 dal presidente del Consiglio Giulio Andreotti, che si reca a Tripoli per incontrare Gheddafi. Nell’aprile del 1986 gli Stati Uniti accusano la Libia di appoggiare il terrorismo internazionale e dopo il 15 aprile, giorno dell’attentato in una discoteca di Berlino frequentata da militari Usa, scatta un raid aereo Usa contro Tripoli e Bengasi. Muoiono 41 persone, fra cui una giovane figlia adottiva del leader libico. La Libia lancia verso Lampedusa due missili, che cadono in mare a poche centinaia di metri dalla costa. Il 4 luglio 1998 viene firmato a Roma un accordo bilaterale, con cui l’Italia rinuncia a pretendere il rispetto del trattato del 1956. Rimane la disponibilità italiana ad un “gesto” di riparazione per gli anni del colonialismo. Il 25 agosto 2004 il premier italiano Silvio Berlusconi visita la Libia e Gheddafi ripresenta la richiesta all’Italia affinché il “gesto riparatore” verso la Libia si traduca nella costruzione di un’autostrada costiera. Il progetto risulta però avere costi esorbitanti. Nel novembre 2004, per la prima volta, la Libia concede il visto di ingresso agli italiani espulsi nel 1970.

I libici “odiano l’Italia”Nel febbraio 2006 undici persone muoiono in incidenti davanti al consolato italiano a Bengasi, dopo che il ministro Roberto Calderoli mostra in televisione di indossare una maglietta con vignette su Maometto offensive per gli islamici. Il 2 marzo in un discorso, Gheddafi avverte che i libici “odiano l’Italia” e che i manifestanti di Bengasi avevano intenzione di uccidere il console. Il 29 dicembre 2007 a Tripoli il ministro dell’Interno Giuliano Amato firma un accordo di cooperazione per fronteggiare l’immigrazione clandestina in Italia in partenza dalla Libia.

Italia-Libia e il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione L’anno successivo, ad agosto, il premier Berlusconi e il leader libico Gheddafi firmano a Bengasi il “Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione” che mette la parola fine al contenzioso sul passato coloniale italiano in Tripolitania e Cirenaica e apre un’epoca di cooperazione in campo economico – soprattutto energetico e nel settore delle infrastrutture – e di lotta all’immigrazione clandestina. L’Italia si impegna a finanziare la realizzazione di infrastrutture sul territorio libico per una spesa complessiva di 4 miliardi di euro nell’arco di 20 anni. Il 10 giugno 2009 Gheddafi arriva a Roma per la sua prima visita in Italia. Per il giorno successivo è in programma un discorso di Gheddafi nell’aula del Senato; ma dopo alcune proteste, il Senato sposta l’incontro a palazzo Giustiniani. Il 30 agosto, in occasione del primo anniversario della firma del Trattato di amicizia, Berlusconi è a Tripoli per la Giornata dell’amicizia italo-libica. Un anno dopo, dal 29 al 31 agosto 2010, Gheddafi è a Roma in occasione del secondo anniversario del Trattato di amicizia fra Italia e Libia. È la quarta volta in poco più di un anno che il colonnello arriva in Italia.

I bombardamenti NatoIl 20 marzo 2011 l’Italia dà il via ai raid sulla Libia per quella che in gergo si chiama Sead, vale a dire la “soppressione delle difese aeree nemiche”. Il nostro Paese si unisce così a Francia, Gran Bretagna, Usa, Canada, Belgio e Qatar nelle operazioni Onu. “La Carta delle Nazioni Unite – ha ricordato il presidente Napolitano – prevede un capitolo, il VII, il quale, nell’interesse della pace, ritiene che siano da autorizzare anche azioni con le forze armate volte a reprimere violazioni” contro i diritti umani. Di fronte a quelle che si sono avute in Libia, aveva già detto ieri, “non si può restare indifferenti”, e c’è dunque un diritto di ingerenza a difesa della libertà e dei diritti umani fondamentali. Fin dall’inizio della crisi, inoltre, Napolitano aveva detto che di fronte a queste cose l’Italia è pronta ad ogni azione.

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Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi a Roma per il secondo anniversario del Trattato di amicizia fra Italia e Libia

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