Sulla trasformazione digitale europea Pietro Labriola non usa mezzi termini: senza reti resilienti e sicure, l’Europa rischia di diventare come «Disneyland», attrattiva ma marginale sul piano tecnologico e industriale.
Nel 2025 l’a.d. di Tim ha proseguito l’esecuzione del piano industriale, con risultati a nove mesi che evidenziano ricavi organici in crescita, margini in miglioramento e un significativo recupero dell’equity free cash flow. La spinta del business Enterprise, sostenuta da cloud e servizi digitali, contribuisce a riequilibrare il portafoglio, mentre resta centrale la disciplina finanziaria.
«Stiamo correndo una maratona e non i 100 metri», ha ribadito Labriola, confermando il 2027 come orizzonte del piano. La sfida per il 2026 è coniugare sicurezza delle infrastrutture, sviluppo dell’AI e competitività europea. E con l’arrivo di un miliardo di euro dallo Stato, come rimborso di un contenzioso per un canone non dovuto nel 1998, i conti dovrebbero farsi ancora più solidi.
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