Sono nove i manager dell’Eni che dovranno rispondere di violazione della legge sulle accise e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. La Procura di Milano, infatti, ha mosso un accusa di evasione per circa 1,7 miliardi di euro, attuata non dichiarando all'autorità di vigilanza movimentazioni di gas naturale per circa 10 miliardi di metri cubi. L’indagine è frutto di un'inchiesta più ampia, nata nel 2006, sui contatori irregolari della rete gas che, negli anni, avrebbero gonfiato le bollette dei cittadini. Stando alle indagini condotte dal nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e coordinate dal pm Letizia Mannella, i manager non avrebbero riportato, dal 2003 al 2008, nelle dichiarazioni di consumo per il gas naturale, che devono essere redatte annualmente e poi presentate all'Agenzia delle Dogane, la reale movimentazione dei quantitativi di gas immessi in consumo.
Come si legge nell'avviso di chiusura delle indagini, infatti, nel 2008, ad esempio, due degli indagati, il direttore della Divisione Gas &Power di Eni, Domenico Dispenza, e Giuseppe Biamino, “sottoscrittore della dichiarazione annuale di consumo” di Eni, avrebbero sottratto al pagamento dell'accisa quasi 4 miliardi di metri cubi di gas per un'evasione di imposte da oltre 718 milioni di euro. Per tutti e nove gli indagati, tra cui anche Luciano Sgubini “quale Direttore della Divisione Gas & Power di Eni” nel 2003, e i sottoscrittori delle dichiarazioni annuali sui consumi (Gianluigi Ghidoli, Roberto Zucca, Paolo Milanesio, Vincenzo Gallo, Mario Antinori, Michele Carbone), la contestazione è simile. “Come obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale di consumo per il gas naturale all'Agenzia delle Dogane hanno sottratto al pagamento delle accise” un determinato quantitativo di gas, non dichiarandolo alla stessa Agenzia. Gli indagati, inoltre, hanno impedito “agli organi di controllo di accertare, individuare e ricostruire la destinazione e l'impiego” del gas sul quale hanno evaso le imposte: 102 milioni di euro nel 2003, 287 milioni nel 2005, 240milioni nel 2006 e 300 milioni nel 2007, per citare le cifre più consistenti.
Eni intanto si difende ricordando come anche “in precedenza, nel medesimo procedimento, la Procura di Milano aveva chiesto l'archiviazione di altri manager dell'Eni, tra i quali Paolo Scaroni, amministratore delegato della società”.