Aiutare chi aiuta i bisognosi, sostenere chi fa del bene agli altri affinché possa farlo davvero bene. Sembra un gioco di parole, in realtà è ciò che dal 2001 a questa parte fa Umana Mente, la Fondazione per la solidarietà sociale del Gruppo Allianz, che in 14 anni ha permesso di supportare 38 mila persone, erogando più di 31 milioni di euro suddivisi in 160 progetti. Sono stati poi oltre 170 gli enti non profit coinvolti nelle attività, sparsi in quasi tutto il territorio nazionale. Si va infatti – giusto per fare qualche esempio – dal sostegno al progetto Diversamente teatro a Vezzano, in provincia di Trento, dove la Fondazione Aida e l’Associazione Oasi Valle dei Laghi lavorano per l’inserimento di utenti affetti da disabilità nel personale del teatro, all’iniziativa Ricominciare dopo il terremoto a supporto della cooperativa sociale Nazareno di Carpi nel modenese, colpita dal sisma del maggio 2012, fino al progetto Casa Ruah , rivolto a mamme con figli piccoli a Marcianise nel casertano. Senza dimenticare il sostegno all’occupazione giovanile come il contributo assicurato insieme ad altre Fondazioni al bando Occupiamoci con il quale sono stati stanziati 600 mila euro.

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MAESTRI DEI CAMPI. Filo conduttore di questa attività è la volontà di dare risposte ai bisogni di chi è in situazioni di difficoltà, concentrando le azioni negli ambiti del disagio minorile e giovanile e della disabilità congenita, sia intellettiva sia fisica. C’è però un fronte sul quale la Fondazione ha deciso negli ultimi anni di investire maggiormente. Si tratta dell’agricoltura sociale, considerata «uno strumento sostenibile di riappropriazione da parte dell’individuo svantaggiato del proprio ruolo nella società, da un punto di vista sia professionale che sociale», come spiega Nicola Corti, segretario generale di Umana Mente. Emblema di questo impegno è il progetto L’orto e l’aia nel borgo , avviato nel 2013 nella tenuta del Gruppo Allianz gestita dall’Agricola San Felice di Castelnuovo Berardenga, a pochi chilometri da Siena, insieme a Borgo San Felice, hotel cinque stelle della catena di lusso Relais & Château, sempre di proprietà di Allianz. Finanziato sia dalla Fondazione che dalla Regione Toscana per il triennio 2013- 15, si tratta della terza iniziativa nata dalla collaborazione di queste tre realtà.

CHEF STELLATO. Il progetto consiste nel destinare un appezzamento di terra al servizio di persone con disabilità, anziani, studenti oltre che giovani in cerca di occupazione. Gli anziani coinvolti in questo modo hanno la possibilità di trasmettere le loro conoscenze e i segreti dell’agricoltura ai disabili e ai ragazzi. In quell’area è poi stato allestito un orto per la coltivazione di ortaggi della tradizione senese, piccoli frutti e fiori. Nel complesso, sono state coinvolte quattro persone con disabilità, dieci anziani maestri e un centinaio di studenti. «È realmente commovente vedere gli anziani del territorio rimettersi in gioco, sotto la guida e la supervisione dello staff di Agricola San Felice, diventando i maestri capaci di far riscoprire le essenze, le tecniche e gli usi dell’arte dell’agricoltura alle persone con disabilità, ai giovani e ai ragazzi e ai bambini delle scuole», commenta Corti. «Il risultato concreto è che i prodotti vengono venduti al ristorante dell’adiacente Relais Borgo San Felice, dove lo chef stellato Francesco Bracali li trasforma in piatti unici che raccontano del territorio a un pubblico che incuriosito va poi a far visita all’orto».

VINO PER TUTTI. Secondo il segretario della Fondazione del Gruppo Allianz, L’orto e l’aia nel Borgo è un reale, per quanto piccolo, «progetto di welfare di prossimità capace di uscire dalla polarità utente/servizio per costruire un continuum che coinvolga anche la comunità, il vicinato, il volontariato e i servizi sia profit che non profit». La collaborazione a Castelnuovo Berardenga è ben collaudata. Lì, infatti, nel 2011 Umana Mente ha lanciato la prima edizione de Ilborgofelice. Vendemmiando e raccogliendo insieme, due weekend autunnali in cui persone con disabilità provenienti da tutta Italia imparano l’attività vitivinicola, dalla vendemmia alla pigiatura dell’uva, e la raccolta delle olive con annessa visita al frantoio e alle cantine. In quattro anni l’iniziativa ha coinvolto 120 persone e più di un centinaio di volontari.

Pensato invece per insegnare un mestiere a ragazzi in situazioni di difficoltà è Impariamo dall’eccellenza , svolto in sinergia con strutture alberghiere italiane di alto livello. Avviato nel 2012 in partnership con Borgo San Felice e Provincia di Siena, a partire dal 2014 al progetto hanno preso parte anche l’Hotel Terme Manzi di Ischia e l’Alpina Dolomites in Trentino, con 16 ragazzi impegnati nelle varie attività e seguiti da 11 tutor educativi e aziendali. Per l’edizione 2015, ormai ai nastri di partenza, saranno coinvolte anche il San Pietro di Positano e Da Vittorio con le sue attività presso la Società del Giardino di Milano e lo Sporting Club di Monza.