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Di certo, non si tratta di un fulmine a ciel sereno: il problema dei rifiuti in Campania è (purtroppo) sotto gli occhi di tutti e gli avvertimenti europei risalgono addirittura al 2007. Ora arriva la sentenza definitiva: la Corte di Giustizia Ue ha multato l’Italia per “l’inesatta applicazione della Direttiva rifiuti in Campania”.

CONTO SALATO. La somma da versare è di 20 milioni forfettari, a cui si aggiungono 120 mila euro per ogni giorno di ritardo dall’attuazione della sentenza. La penalità giornaliera viene conteggiata dal 16 luglio 2015 e si compone di tre voci, ciascuna da 40 mila euro, relative ad altrettante categorie di impianti: discariche, termovalorizzatori e impianti di trattamento di rifiuti organici. Stando infatti alla valutazione dei giudici, la Campania ha ignorato le disposizioni europee e, mettendo in pericolo la stessa salute dei cittadini, non si è attrezzata di una rete integrata e adeguata di impianti che garantiscano l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti. Nel mirino anche i “rifiuti storici” ossia i 6 milioni di eco balle il cui smaltimento per la Corte di Giustizia Ue “richiederà verosimilmente circa 15 anni”. Qualora l’Italia non pagasse la multa comminata, l’Unione provvederà a decurtare la somma da altri fondi Ue destinati all’Italia. È quindi verosimile che, adesso, la Campania si attiverà per rispettare la normativa, anche perché, come ricorda il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti “da gennaio di quest’anno le sanzioni che riguardano le Regioni saranno pagate dalle Regioni stesse”.