Un'immagine di una delle lavorazioni realizzate presso Contrada degli Artigiani, progetto non profit nato a Como dalla creatività di Erasmo Figini e dalla cooperativa Cometa per insegnare un mestiere a ragazzi difficili

«Tutto ha inizio un po’ per caso» racconta Alessandro Mele, direttore generale di Cometa «quando un conoscente ci telefona per regalarci delle scocche di sedie da bruciare». Quelle sedie non solo non sono mai state bruciate, ma sono state trasformate da alcuni artigiani locali insieme ai ragazzi del liceo del lavoro di Cometa e con il supporto di due sponsor del distretto industriale comasco (un’azienda tessile e una di arredamento) in pezzi unici venduti nel corso di un’asta benefica tenutasi a Cernobbio nel maggio 2007. Il successo è stato tale che nel 2008 Contrada degli Artigiani è diventata una cooperativa con sette dipendenti e cinque ragazzi che “vanno a bottega” a imparare il mestiere. L’iniziativa si propone, infatti, di dare un futuro ai giovani e allo stesso tempo recuperare i lavori della tradizione che altrimenti andrebbero persi perché nessuno li insegna o li impara più. «Da un lato ci sono artigiani di una certa età che non sanno a chi tramandare il proprio mestiere» spiega Alessandro Mele «e dall’altra ragazzi che non hanno alcuna prospettiva. Abbiamo deciso di affrontare insieme i loro problemi individuando una nuova opportunità. È nata così questa cooperativa che è una sorta di microdistretto industriale con una falegnameria, un laboratorio di decorazione, uno di restauro, uno di design e una tappezzeria». L’obiettivo è da un lato quello di contribuire al rilancio di comparti produttivi radicati nel territorio comasco e messi particolarmente in crisi dal processo di globalizzazione e dall’altro coinvolgere nella bottega scuola il maggior numero possibile dei 170 ragazzi che stanno seguendo i percorsi di Cometa Formazione. Si stima che l’intervento educativo possa permettere il recupero del 10% del flusso annuale della dispersione scolastica della provincia di Como. Contrada degli Artigiani si appoggia su due capisaldi: il lavoro ha un valore educativo ed è possibile sposare la responsabilità sociale con la volontà di produrre ricchezza. «Attraverso un progetto come Contrada degli Artigiani» spiega Mele «ragazzi, che magari hanno avuto storie scolastiche difficili, possono trovare una motivazione maggiore per lavorare. Il che è ancora più importante oggi, un’epoca nella quale si è persa la passione per il lavoro, spesso concepito come un sacrificio o un dazio da pagare che non può dare alcun piacere. Al contrario il lavoro è gusto di vivere e parte delle responsabilità che ogni uomo ha verso se stesso e la società». Dopo l’asta del 2007 oggi Contrada degli Artigiani lavora prevalentemente su commissione. È recente, per esempio, l’arredamento di un’intera villa in stile liberty nel comasco con pezzi realizzati su misura. Ma le sue creazioni sono uscite anche dai confini italiani: alcune sedie sono esposte nelle vetrine di un partner parigino a Saint Germaine con l’obiettivo di incuriosire e attrarre l’attenzione di potenziali clienti francesi, il cui gusto e la cui sensibilità sono in linea con le creazioni della contrada. A questo scopo l’esposizione, della durata quattro mesi, si concluderà con un’asta benefica analoga a quella già realizzata a Cernobbio. È in fase di studio anche una linea di giocattoli con un elevato contenuto educativo per i bambini, di cui «stiamo verificando la possibilità di commercializzazione su scala nazionale, mentre la prototipazione è in fase già molto avanzata» afferma Mele, e una serie di prodotti per l’arredo scuola, che comprende arredi per il 100% in alluminio riciclato post consumo e per il 25% in legno certificato proveniente da riforestazioni. Il filo conduttore è però uno solo: il bello permette di lavorare e vivere meglio, prodotti di design, belli e di elevata qualità, non solo celebrano l’efficacia del valore comune ma hanno anche un elevato valore sociale.