Nel 2015 gli italiani benestanti sono stati generosi: rispetto all’anno precedente sono infatti aumentati i filantropi che hanno deciso di donare parte delle proprie ricchezze ai più bisognosi; e a crescere è anche il valore delle donazioni, che in buona parte dei casi restano anonime. A dirlo è UNHCR, l’Agenzia Onu a favore dei Rifugiati, in una ricerca pubblicata in collaboraizione con la società di Private Banking e Wealth Management Kairos.

FILANTROPI IN AUMENTO. Lo studio, nella sua seconda edizione, mostra come il 27% degli italiani abbienti abbia nel 2015 deciso di impiegare parte del proprio patrimonio in cause benefiche; nel 2014 erano solo il 14%. Si sono triplicate le donazioni di cifre comprese tra i 51 e i 100 mila euro, passando da un 3% del 2014 al 15% del 2015, e si nota un certo aumento anche in quelle che superano i 10 mila euro annui. Si è rilevata, inoltre, una certa attenzione da parte degli individui più ricchi per il futuro delle associazioni no profit, alle quali nel 14% dei casi viene destinata una quota nel testamento.

DIFFONDERE LA CULTURA DELLA BENEFICENZA. In Italia le donazioni alle associazioni che si occupano dei più bisognosi sono storicamente poco diffuse rispetto ad altri contesti internazionali, ad esempio quello statunitense. Associazioni come UNHCR puntano a diffondere la cultura della beneficenza, cercando di «promuoverla e incoraggiarla a maggior ragione a fronte della attuale grave crisi dei rifugiati e del significativo gap che esiste tra bisogni umanitari e fondi pubblici disponibili», come dichiarato da Carlotta Sami, Portavoce UNHCR per il Sud Europa. Tra gli elementi che potrebbero stimolare l’interesse di chi è disposto a donare vi sarebbero i benefici a livello fiscale che, secondo le statistiche, porterebbero un filantropo su due ad aumentare le proprie elargizioni.

LE CAUSE SOSTENUTE. Perché si dona? Gli individui più abbienti spesso fanno beneficenza a causa della percezione del proprio privilegio; a intervenire sono anche (in misura più limitata) motivazioni legate alla propria tradizione familiare e religiosa. Vi è in Italia una generale tendenza all’anonimato da parte dei benefattori: si preferisce infatti evitare l’esposizione mediatica o il riconoscimento pubblico per la propria generosità. Le cause che interessano maggiormente i filantropi dl nostro Paese sono innanzitutto quelle legate alla ricerca scientifica e alla tutela del benessere dei bambini; è aumentata anche l’attenzione nei confronti dei rifugiati di guerra: le donazioni a loro favore sono passare dall’8% del 2014 al 10% del 2015, anche a fronte dell’aggravarsi della crisi umanitaria in corso.