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Non basta il continuo aumento dei prezzi sul carburante, non basta il differenziale della spesa per i nostri prezzi rispetto a quelli praticati negli altri paesi dell’Unione Europea, “ora si cerca di danneggiare ulteriormente i cittadini italiani legalizzando un più ampio margine di errore nell’erogazione”. È l’allarme lanciato da Federconsumatori che segnala uno studio del ministero dello Sviluppo economico che, modificando il decreto legislativo del 2007 (n.22), vorrebbe innalzare i limiti di tolleranza relativi ai sistemi di misurazione continua e dinamica della quantità dei liquidi diversi dall’acqua (e quindi anche della benzina). In Italia, come in molti stati membri dell’Unione Europea, il limite tollerato è pari al + o – 5 per mille dell’erogato. “Con questo disegno – spiega l’associazione – si vorrebbe innalzare questo limite del 50%, portandolo al + o – 7,5 per mille. Una misura inaccettabile che, non abbiamo dubbi, qualcuno potrebbe usare strumentalmente a danno dei consumatori, ‘giocando’ a loro svantaggio sulle quantità erogate”. Per Federconsumatori non ci sono motivazioni per innalzare il limite di tolleranza perché “si suppone che, con lo sviluppo tecnologico, gli strumenti di misurazione, così come quelli di erogazione, dovrebbero essere sempre più precisi e attendibili”. E se proprio si dovesse modificare il limite, conclude l’associazione, “si dovrebbe fare come in Inghilterra o in Irlanda, dove si applica una soglia di tolleranza maggiore a vantaggio dei consumatori: - 5 per mille / +10 per mille. Vale a dire che viene ammesso un margine di errore più ampio solo qualora l’erogazione vada a vantaggio del consumatore”.