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Una scoperta da premio Nobel, che potrebbe trasformare in realtà il sogno di un pianeta pulito. «La scoperta fu un fatto del tutto casuale, e ci mettemmo due anni per capire quale principio fisico portava a questo risultato», ammette Adriano Marin.

EUREKA. Fu proprio lui, infatti, a imbattersi nella scoperta, nel 2005: stava testando nel proprio garage quello che aveva ribattezzato “la pentolaccia”, ossia una macchina per rendere potabile l’acqua del Terzo Mondo, quando, manovrando qualcosa, dalla macchina iniziò uscire acqua purissima, dai parametri superiori alle aspettative.

E questa era la reazione che Marin ha poi ottenuto anche in seguito, in laboratorio, versando nella “pentolaccia” sostanze ben più letali dell’acqua sporca: batteri, virus, prodotti chimici, idrocarburi… Ma il risultato era sempre lo stesso: acqua, della migliore qualità. «In laboratorio è stata simulata una contaminazione 6 mila volte più grande di quella dell’acqua usata per raffreddare i reattori dopo l’incidente di Fukushima e il risultato è stato anche qui strabiliante, con un abbattimento della concentrazione di cesio nei liquidi trattati di 7.500 volte», continua Marin.

Adesso il sistema è stato brevettato ed è in corso l’ultima fase di sperimentazione. Dopodiché si cercherà dei partner, meglio se italiani, per commerciale il prodotto. Il tutto, interessi permettendo: Wow azzererebbe l’intero (e proficuo) mercato dello smaltimento dei rifiuti tossici.