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Le proteste di ieri a Londra

I problemi legati ai fondi dell’università e ai tagli della spesa pubblica non ci sono solo in Italia. Guerra all'aumento delle rette, guerra contro i conservatori. Ieri a Londra, capitale del regno della regina Elisabetta, si è verificata una vera e propria sommossa da parte degli studenti contro l’aumento delle tasse universitarie messo in cantiere dal governo di David Cameron, primo ministro britannico. Il nuovo piano per i finanziamenti all'istruzione superiore prevede un aumento del limite massimo delle rette annuali da 3.290 sterline a 6.000 sterline, arrivando a 9.000 solo in “circostanze eccezionali”. Oggi il premier inglese ha paragonato la manifestazione di ieri alle alle tensioni sociali vissute dalla Gran Bretagna all'epoca di Margaret Thatcher negli anni Ottanta, ma assicura che non ci sarà nessuna marcia indietro dall’esecutivo. “Sotto tutti i governi ci sono state proteste – ammette oggi Cameron – sia proteste pacifiche e a volte proteste che degenerano in violenza”.
Londra ha vissuto quindi una lunga giornata di proteste e tensioni: 50 mila studenti hanno manifestato il loro malcontento a Westminster e lungo il Tamigi, devastando il quartier generale dei Tory a Millbank Tower. Nessuno se lo aspettava, nemmeno la polizia, che prevedeva una marcia pacifica con circa 15 mila partecipanti. Ma in una Gran Bretagna che finora sembrava aver accettato con rassegnazione il piano di austerity, gli studenti hanno stupito tutti, mettendo a ferro e fuoco i centri del potere. Persino l'edificio che ospita l'MI5, i servizi segreti interni, è stato costretto a barricarsi chiudendo il proprio ingresso con pesanti portoni in metallo e facendo piantonare dalla polizia le entrate sul retro. Ma è stato al quartier generale dei conservatori, responsabili dei piani che triplicherebbero in alcuni casi le tasse universitarie, che la situazione è degenerata. In circa 200 hanno fatto irruzione tra i fumogeni, facendo a pezzi la reception e distruggendone addirittura il soffitto, per poi salire in cima al grattacielo, dal quale gruppi di facinorosi hanno lanciato pezzi di cemento e persino un estintore.
Il presidente del sindacato degli studenti Nus, Aaron Porter, si è detto felice dell'esito della manifestazione, cui hanno partecipato anche numerosi docenti, ma ha condannato le violenze. “Si vergognino quelli venuti a causare problemi” ha sottolineato sulla sua pagina di Twitter. Questa mattina il quotidiano Independent ha fatto un primo bilancio: 35 manifestanti arrestati e 14 feriti, inclusi anche agenti della polizia. Fra i ragazzi che, ieri hanno assalito la sede dei conservatori di Millbank Tower vi erano molti liceali di buona famiglia.