La Dieta Mediterranea è da oggi Patrimonio culturale dell’Umanità. A decretarlo il Comitato Intergovernativo dell’Onu riunitosi a Nairobi. Con il riconoscimento alla dieta mediterranea premiati non singoli prodotti, ma uno “stile di vita sostenibile, basato su tradizioni alimentari, che diventano patrimonio immateriale della società”. Lo stile di vita in questione è quello proprio del bacino del mediterraneo, in particolare di quattro paesi, Italia, Grecia, Marocco e Spagna.
Se all’Italia il riconoscimento arriva solo in team con altri, i nostri eterni rivali, i Francesi si possono fregiare del titolo da soli. L’Unesco ha riconosciuto, infatti, anche la gastronomia francese come Patrimonio culturale dell’Umanità. Attestato alla grandeur francese, ma non solo, il riconoscimento dell’Organizzazione Unite per l’educazione, la scienza e la cultura , và anche alla cucina tradizionale messicana.
Nonostante tutto l’Italia festeggia, riconoscendo come principalmente suo il titolo. Giancarlo Galan, ministro delle politiche agricole e alimentari, afferma soddisfatto: “Questo prestigioso riconoscimento mi riempie d’orgoglio e di soddisfazione e rappresenta un traguardo storico per la nostra tradizione alimentare e per la cultura dell’intero paese”.
Vittoria tutta italiana anche per Sergio Marini, presidente della Coldiretti: “I meriti della dieta mediterranea e degli stili di vita ad essa associati, sono soprattutto dei nostri agricoltori, che pertanto hanno il diritto di festeggiare il loro buon operato”. Il presidente della Coldiretti, entusiasta, si lascia sfuggire però “sarebbe stato meglio presentarsi solo come cucina italiana, come i francesi, … , non dimentichiamoci che nella dieta mediterranea l’Italia è quasi sempre prima nei singoli prodotti. E alla fine, dieta mediterranea significa prodotto italiano”.
Sarà, comunque il rammarico che si tratti della solita “vittoria” all’italiana rimane…