© GettyImages

Il troppo stroppia. In Italia per ogni giudice ci sono più di 32 avvocati, quattro volte di più che in Francia (8,2 legali per giudice) e addirittura sei volte il rapporto inglese (dove si registrano 5 avvocati per ogni giudice). Un numero che contribuisce in parte alla “drammatica” situazione della giustizia italiana (Leggi i dati), appesantita e rallentata da un’abnorme reiterazione di iniziative giudiziarie, per questioni di carattere seriale e di modesto valore economico. Non può che essere così quando, come ha sottolineato il primo presidente della Corte di cassazione, Ernesto Lupo, ci sono 230 mila avvocati iscritti all’ordine, circa 332 legali ogni 100mila abitanti (contro i 75,8 della Francia).
Nel giustificare l’eccessiva domanda di giustizia degli italiani, che intasa spesso gli uffici giudiziari di primo grado e dilata i tempi dei processi, Lupo ha attribuito responsabilità anche agli avvocati. Il carico dei processi pendenti, infatti, è condizionato “dall’insufficiente attività di filtro da parte della classe forense, dovuta soprattutto all’eccessivo numero di avvocati”. Una situazione che non favorisce l’instaurazione di pratiche conciliative e spinge verso dinamiche d’incremento e di serialità del contenzioso.