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Una vicenda talmente assurda da essere vera. A Taranto un ragazzo è stato appena assolto dall’accusa di aver rubato un ovetto Kinder perché “il fatto non sussiste”; niente di strano se non fosse che il processo è durato quasi tre anni e i costi calcolati per atti, sentenza e tempo dedicato da cancellieri, magistrati e avvocati è quantificabile in diverse migliaia di euro a fronte di un prodotto che ne valeva poco più di uno. Ma c’è di più. Secondo quanto riportano l’edizione online de il Giornale , l’avvocato del ragazzo avrebbe tentato una richiesta di transazione, un’offerta di risarcimento di 1.600 euro, che è stata rifiutata dal denunciante che ha voluto iniziare il processo per furto e ingiurie. Ma la procura non poteva soprassedere dall’imbastire un processo per una denuncia tanto lieve, soprattutto a fronte di un risarcimento cospicuo da parte della difesa? No, perché l’azione penale, a fronte di una denuncia circostanziata, è obbligatoria.
A parte il costo che lo Stato italiano ha dovuto sobbarcarsi per un processo simile, c’è da valutare anche il danno che avrebbe subito il ragazzo in questi anni. Secondo il giovane, allora 18enne, a causa di questa pendenza si è visto respingere la domanda di arruolamento nella Marina militare.