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I taxisti revocano lo sciopero annunciato per il 18 marzo. Stando a quanto riferito da fonti sindacali, tutte le 10 sigle decise a incrociare le braccia per contestare la deregolamentazione dei servizi Uber hanno confermato la volontà di sospendere, almeno temporaneamente, la protesta. «Le organizzazioni sindacali e associazioni di categoria annunciano che alla luce degli impegni assunti dal governo si è deciso di sospendere temporaneamente lo sciopero indetto per il 18 marzo 2016», si legge in una nota.

Stando alla nota, il ministero dello Sviluppo economico proporrà al governo di inserire una delega all’interno del ddl concorrenza per disciplinare il settore «tenendo conto della regolazione e salvaguardia del servizio pubblico, del principio della concorrenza, della necessità di migliorare i servizi ai cittadini, dell'evoluzione tecnologica del settore, della lotta all'abusivismo, di un migliore incontro tra domanda e offerta, del miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale». Previsto anche un tavolo tecnico di confronto permanente che coinvolgerebbe sindacati e associazioni di categoria. Ma a spingere i taxisti a rinviare l’agitazione non sarebbe solo il più disteso panorama politico: nella giornata del 18 marzo è previsto uno sciopero nazionale dei mezzi pubblici, che coinvolgerà tram, bus, metropolitane e treni locali. Il rischio di paralizzare la città era dunque concreto tanto che a Roma il prefetto Franco Gabrielli ha ridotto alla durata di quattro ore gli scioperi del personale Atac.