La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenok, raggiunta dalla sonda spaziale dell'Esa Rosetta, presenta sulla su di sé tutti gli ingredienti elementari per generare la vita. Sono questi i risultati che Rosetta, approdata sulla cometa nel 2014, ha comunicato all'Esa, aprendo prospettive nuove per le ipotesi sull'origine degli esseri viventi.

LA SCOPERTA. Ad ottobre Rosetta era già riuscita a trovare delle tracce di ossigeno sulla coda della cometa; ora, sono stati rilevati campioni di glicina, l'amminoacido più basilare tra quelli che compongono le proteine, tra le quali Dna e Rna; e il fosforo, che è fondamentale per le membrane cellulari. Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, interpreta la presenza della glicina sul corpo celeste come la conferma delle teorie che stimano l'origine di tale amminoacido ai primordi del Sistema Solare; non è la prima volta che la glicina viene rilevata sulla superficie di meteoriti e comete. Il timore era però che si trattasse del frutto di contaminazioni umane; timore che, nel caso di 67P/Churyumov-Gerasimenok, è stato completamente escluso.

LE ORIGINI DELLA VITA. La presenza di amminoacidi e fosforo confermerebbe una tra le teorie più plausibili sull'origine delle molecole organiche sulla Terra: si pensa infatti che i mattoni della vita si possano essere formati su pianeti e comete grazie all'energia del Sole e all'acqua; e da questi materiali caduti sulla sua superficie la Terra sarebbe stata fecondata, dando il via alle prime manifestazioni della vita. Una teoria, questa, che dà adito a ulteriori ricerche sul brodo primordiale e sull'evoluzione degli esseri viventi; ma che, soprattutto, fa pensare che le medesime condizioni e processi possano essersi manifestati altrove, in uno dei molti pianeti simili al nostro che ruotano intorno ad una stella.