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Due mesi di tempo, dal 31 giugno al 31 agosto: è la durata della consultazione pubblica indetta dal premier Matteo Renzi sulla riforma della giustizia. La seconda, dopo quella Renzi-Madia sulla Pubblica amministrazione, a essere “partecipata”. "La nostra scommessa è che si possa discutere di giustizia in modo non ideologico», ha spiegato il premier, che mira a dare vira a «un confronto aperto. Sono 20 anni che sulla giustizia si litiga senza discutere. Noi vogliamo cambiare metodo e discutere nel merito e possibilmente senza litigare».

Dodici i punti approvati dal Consiglio dei ministri e ora passati al vaglio degli elettori, che potranno esprimere i propri giudizi tramite l’indirizzo rivoluzione@governo.it. Al primo posto, i cambiamenti relativi alla giustizia civile: il taglio dei tempi dei processi di primo grado, che non dovranno durare più di un anno; il dimezzamento dell’arretrato del processo civile, oggi stimato a 5 milioni di provvedimenti pendenti; la possibilità di divorziare o separarsi consensualmente senza ricorrere a un giudice; la priorità per le domande di giustizia avanzate da famiglie e imprese. Previste anche nuove norme anti corruzione: si introduce il reato di auto-riciclaggio e si rispolvera, reintroducendolo, il reato di falso di bilancio. In stand by invece il tema delle intercettazioni: «È l’unica norma della quale non abbiamo un testo già pronto», ammette Renzi. «Aspettiamo opinioni, anche dai direttori dei giornali. Siamo dell’idea che i magistrati continuino a intercettare, ma mi chiedo quali siano i limiti per la diffusione dei colloqui privati».

L’altro grande capitolo affrontato dalla riforma è poi il Consiglio superiore della magistratura, per la quale si chiederebbe maggiori garanzia sulla carriera meritocratica dei giudici. Non si interverrebbe invece sul metodo della loro elezione. «Ci inchiniamo all’indipendenza dei giudici, ma il principio che ci piace è che si fa carriera per merito e non per appartenenza di corrente», spiega Renzi. Da rivedere anche i procedimenti disciplinari che dovranno essere all’insegna della separazione delle funzioni pubbliche: chi giudica i magistrati per le loro eventuali mancanze non avrà voce in capitolo sulle nomine ai vertici degli uffici giudiziari, e viceversa. Quanto alla responsabilità civile, Renzi dichiara: «Se un magistrato sbaglia per dolo o colpa grave, è giusto che ci sia la responsabilità civile, ma non si tratta dell'emendamento Pini».

Ecco i 12 punti su cui verte la riforma:
1) Giustizia civile: riduzione dei tempi. Un anno in primo grado
2) Giustizia civile: dimezzamento dell’arretrato.
3) Corsia preferenziale per le imprese e le famiglie
4) Csm: più carriera per merito e non grazie alla ‘appartenenza’
5) Csm: chi giudica non nomina, chi nomina non giudica;
6) Responsabilità civile dei magistrati sul modello europeo
7) Riforma del disciplinare delle magistrature speciali (amministrativa e contabile);
8) Norme contro la criminalità economica (falso in bilancio, autoriciclaggio);
9) Accelerazione del processo penale e riforma della prescrizione;
10) Intercettazioni (diritto all’informazione e tutela della privacy);
11) Informatizzazione integrale del sistema giudiziario;
12) Riqualificazione del personale amministrativo.