Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario

La XXII edizione del premio Marisa Bellisario, il riconoscimento che dal 1989 premia le donne che si distinguono nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia e nel sociale, è stata dedicata quest’anno al tema “Donne, motore per lo sviluppo”.
Tale tema, che sottolinea la necessità della spinta propulsiva dell’attività femminile soprattutto all’interno di una congiuntura sociale ed economica così critica, ha trovato enfasi nelle parole pronunciate, al momento delle premiazioni, dalla presidente della Fondazione Bellisario, Lella Golfo: “Vogliamo lanciare un messaggio chiaro: le donne non solo motore dell’economia familiare, ma motore dell’economia di mercato”.
Lella Golfo ha voluto indirizzare questo messaggio direttamente “a ministri, economisti e imprenditori”, affermando la volontà della Fondazione di mettere a disposizione di aziende e istituzioni un database composto da oltre 1000 curricula di “donne pronte a raccogliere la sfida”, “donne del cui contributo il Paese ha bisogno per ripartire”.
Una sfida concreta che parte dai dati della ricerca realizzata da Gea per la Fondazione Bellisario. Tale ricerca, effettuata su un campione di 11.730 posizioni di vertice, riconducibili a circa 1.800 aziende medio - grandi del nostro Paese e appartenenti a 24 diversi comparti, ci restituisce un’istantanea dei vertici delle aziende italiane, composti per più del 93% da uomini e solo dal 6,9% da donne. Secondo la ricerca i primi tre settori per livello di penetrazione delle donne sono il tessile - abbigliamento (15,1%), seguito da quello dei beni durevoli per la casa e da quello farmaceutico. In fondo alla graduatoria il settore petrolifero (2,9%), quello bancario (4,1%) e l’elettrotecnico (5,3%).
Donne, quindi, con una bassissima penetrazione nei vertici aziendali nonostante le potenzialità che esprimono quando si trovano al comando; una ricerca Unioncamere rivela che nel 2009 le aziende guidate da donne sono cresciute del 1,5% a fronte di un sistema imprenditoriale generale che avanzava dello 0,2%.
Le “Mele d’Oro” premiano anche quest’anno le storie di successo di donne che, in un contesto così caratterizzato, si sono sapute distinguere.
Ecco le protagoniste 2010.
Per le imprenditrici: Matilde Bernabei (Lux Vide), Licia Mattioli (Antica Ditta Marchisio) ed Elena Zambon (Zambon Group). Per le manager: Francesca Fiore (Vodafone), Rita Marino (Eni) e Paola Piccinini Tosato (Simest).
Nella sezione neo laureate, tre giovani dottoresse in economia: Claudia Arena, Marta Spedicato e Barbara Torre.
Per i premi speciali, ne è stato assegnato uno per la cultura a Maria Di Freda (Teatro alla Scala), uno per l’impegno giornalistico a Barbara Stefanelli (Corriere della Sera), uno per le pari opportunità a Alessandra Servidori (ministero del Lavoro) e uno per l'impegno religioso a Nazarena Di Paolo (Missionarie della dottrina cristiana). Riconoscimento per la carriera a Maria Grazia Marchetti Lungarotti (Fondazione Lungarotti).
Quest’anno anche una sportiva tra le premiate, alla tennista Francesca Schiavone, vincitrice del Roland Garros 2010, è stato infatti attribuito il premio orgoglio italiano.
Il premio speciale internazionale è andato al ministro iracheno per i diritti dell'uomo Salim Wijdan Mikael.
Il Premio Germoglio D'Oro, assegnato dalla Sezione giovani della Fondazione Bellisario, è andato a Barbara Mazzolai, Team Leader Microbotics dell’Istituto italiano di tecnologia.