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Mercoledì, 28 Luglio 2021

Il fondatore di Tal&Dev, Michele Volpi: «Riconoscere i propri limiti è un vantaggio competitivo»

Michele-Volpi-Tal&Dev

«Perché un candidato, a casa, è un buon padre o madre di famiglia, adulto e responsabile del budget, poi quando arriva in azienda, assieme al soprabito, appende anche la propria leadership e indipendenza e all’improvviso viene gerarchicamente sottoposto? È stato così per molto tempo, ma si può cambiare». Ne è convinto Michele Volpi, una carriera cominciata in Boston Consulting Group e General Electric poi nel board di numerose aziende americane quotate e ora fondatore di Tal&Dev, piattaforma online che aiuta le imprese a cercare collaboratori in modo diverso e i candidati a scoprire cosa vogliono e cosa possono fare. «Perché alla fine dei conti per attirare talenti, dai manager senior ai Millennial passando per la Generazione Z bisogna fare le cose diversamente».

Uno degli errori più grossi, infatti, sarebbe limitare la funzione HR alla sola amministrazione, mentre il talent management è la cosa più importante che un’organizzazione possa fare. Come? «Con i nostri questionari sviluppati sulla base di esperienze di cacciatori di teste, psicologi, direttori HR ed executive, scopriamo ciò che un candidato è pronto, disposto e in grado di fare per ottenere i suoi obiettivi, e capire qual è il percorso di carriera più adatto. Fingere al colloquio non serve: se in media il 25% dei neoassunti dura solo un anno, è perché non si sono dette le cose come stanno, sia lato azienda e che dipendente».

E così, per evitare brutte sorprese in ufficio, Tal&Dev offre anche un career insight con il dietro le quinte della vita in azienda. «Non mi stupisco di leggere la denuncia dei giovani analisti di Goldman Sachs, che si lamentano di orari impossibili, deadline irrealistiche e ritmi forsennati: forse non lo sapevano prima di accettare l’incarico? Non si fanno molti soldi e velocemente senza un dazio da pagare». Se da un lato l’azienda deve dichiarare sin dall’inizio che tipo di persona cerca, che tipo di sacrifici richiede, l’ambiente di lavoro e le capacità necessarie per avere successo e soddisfazione, sull’altro versante il candidato deve essere consapevole delle sue possibilità e dei suoi limiti. Che possono variare nel tempo, e per questo il tool sviluppato da Tal&Dev è anche interattivo e segue il dipendente in tutta la sua carriera, perché le cose cambiano e così anche gli obiettivi, accadono imprevisti ed eventi che incidono sulla vita professionale e impongono di riorientarsi.

E allora serve una bussola. «Da settembre faremo anche career matching con aziende visionarie», conclude Volpi, «che hanno capito come fare un migliore recruiting serva ad avere un maggiore ritorno sugli investimenti, aumentare l’engagement e le performance, con enorme soddisfazione, soprattutto per i dipendenti».

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