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Alcuni ministri del governo Monti insieme al presidente Giorgio Napolitano nel giorno del giuramento

“Il Consiglio dei ministri ha stabilito che le dichiarazioni patrimoniali per i componenti del Governo saranno disponibili dal prossimo martedì sui siti istituzionali”. Con queste poche righe all’interno del comunicato stampa finale al termine del Consiglio dei ministri del 14 febbraio (lo stesso dal quale è arrivata la decisione di non procedere alla candidatura di Roma per le Olimpiadi 2020) il governo ha confermato che entro martedì prossimo ministri, viceministri e sottosegretari dovranno mettere a disposizione degli elettori (pubblicandoli online) i propri redditi, eventuali incarichi o rapporti di lavoro dipendente, beni mobili, immobili oltre a eventuali attività finanziarie. In pratica dalla busta paga, al numero di case e auto (presente anche una voce su barche e aerei) e sembra che il premier Mario Monti metterà a disposizione anche il suo conto corrente. +SCHEDA TUTTI I REDDITI DEI MINISTRI+
I ministri, che dovranno utilizzare un modulo prestampato dal titolo “Trasparenza della posizione patrimoniale e reddituale”, arrivano con qualche giorno di ritardo: questa disposizione sarebbe dovuta entrare in vigore a tre mesi dall’insediamento; ma c’è qualcuno che si è già adeguato. È il caso del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e dei suoi sottosegretari Elena Ugolini e Marco Rossi-Doria (il documento, non in evidenza, è presente nella sezione ‘biografia’), ma anche i sottosegretari alla Difesa Gianluigi Magri e Filippo Milone si sono adeguati. Alcuni ministri hanno completato a metà il documento, altri devono ancora metterci mano; per questi c’è ancora tempo una settimana.