Catherine Ashton

Catherine Ashton

Per la Germania due nomine, tra cui la Cina, l’Austria si aggiudica il Giappone, Francia e Irlanda tre delegazioni, per la Spagna addirittura cinque nomine, mentre all’Italia ne spettano due: una in Albania e la seconda in Uganda. E’ questo il primo bilancio delle nomine per i 29 capi delegazione dell’Unione Europea nell'ambito dell'istituzione del nuovo servizio diplomatico europeo (Seae). A scegliere i candidati l’alto rappresentante per la Politica Estera dell’Ue, Catherine Ashton, che, per la nomina più ambita, quella cinese, ha scelto un ambasciatore tedesco, l'alto diplomatico Markus Ederer.
Per l’Italia due incarichi: Ettore Sequi, 54 anni, ambasciatore italiano in Afghanistan e poi inviato dell'Ue a Kabul, è stato nominato a capo della delegazione di Tirana (Albania); mentre la delegazione di Kampala (Uganda) è stata assegnata a Roberto Ridolfi, funzionario della Commissione europea, già capo delegazione alle Fiji, che lavora attualmente all'ufficio cooperazione nell'esecutivo di Bruxelles.

Le altre designazioni
Oltre alla Cina, la Germania ha ottenuto la vice delegazione della Nuova Guinea. L'Austria è riuscita a strappare la rappresentanza a Tokyo, mentre la nazione più rappresentata in questo primo pacchetto di nomine è quella spagnola, con cinque posti: il vice delegazione in Cina e le responsabilità degli uffici di Argentina, Angola, Namibia e Guinea Bissau. Per la Francia tre delegazioni (Filippine, Ciad, Zambia), come per l’Irlanda (Bangladesh, Botswana e Mozambico), due all’Olanda (Africa del sud e Libano), al Belgio (Burundi e Senegal) e al Lussemburgo (Singapore e Haiti). Restano le designazioni per i capi delegazioni di Brasile, Iraq e il vice delegazione di Washington. Per queste nomine la britannica Ashton ha deciso di riaprire le candidature. L'Alto rappresentante sta ora lavorando alla struttura centrale del nuovo servizio diplomatico, per la quale è in attesa del via libera del parlamento Ue che ha l'ultima parola sul bilancio.

Soddisfatta la Farnesina
Le nomine dell’Italia hanno creato diverse polemiche da entrambi i lati politici. Se per l’esponente Pdl, Gabriele Albertini l’Italia è stata “bocciata su tutta la linea”, per l’esponente del Pd, Gianni Pittella si tratta di “una brutta figura”. E’ vero, all’Italia sono state assegnate due nazioni di secondo piano, tagliata fuori dalle regioni emergenti più dinamiche al mondo (vedi Cina e Brasile), ma la Farnesina pare comunque soddisfatta. Il Ministero degli Esteri ha espresso ''complessiva soddisfazione'' sulla prima tranche di nomine osservando che “per l'Italia era importante avere una sede in un'area di principale interesse nazionale come la regione dei Balcani e dell'Albania”. Anche l'assegnazione della sede in Uganda soddisfa la Farnesina che considera l’importanza dello stato africano alla luce del “tradizionale interesse della politica estera italiana verso il Corno d'Africa e le aree limitrofe”.