L’aula di Palazzo Madama

Come da previsioni è arrivata al Senato, la manovra finanziaria 8da oltre 45 miliardi di euro approvata venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, è giunta a Palazzo Madama. Ad accoglierla un’aula quasi deserta, un’aula in ‘versione estiva’. Presenti solo 11 senatori (4 della maggioranza e 7 dell’opposizione) su 315. Per il Pd erano in aula Mariangela Bastico, Carlo Pegorer, Lionello Cosentino. Per l’Idv c’erano Stefano Pedica e Luigi Li Gotti; Maria Ida Germontani per il Terzo Polo. Quattro i senatori del Pdl: Anna Cinzia Bonfrisco, Giacomo Santini, Paolo Barelli e Raffaele Fantetti. Un deserto questo che ha sollevato subito il coro di polemiche contro la casta della politica, rea di aver mancato, o almeno di non aver mostrato troppo interesse, per un appuntamento tanto importante. Non si è fatta attendere la replica, per il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri «le polemiche sono francamente ingiustificate, così come gli attacchi al presidente del Senato Schifani». Gasparri ricorda infatti come «la seduta era solo un adempimento formale, previsto dal regolamento per annunciare l’assegnazione al Senato del decreto appena varato dal governo. Il Senato lo esaminerà nelle Commissioni dal 23 agosto al 4 settembre per poi esaminarlo in aula dal 5 settembre. Queste procedure sono previste dalla Costituzione». Il senatore Pdl rincara la dose: «C’è semmai da chiedersi se non si debbano cambiare le regole che per un semplice annuncio prevedono una seduta di aula, nel corso della quale neanche la presenza di 3 mila senatori avrebbe potuto consentire lo svolgimento di dibattiti e votazioni che devono svolgersi prima in Commissione in ossequio alle procedure previste dalla Costituzione».

Scarica il testo integrale della Manovra