“Marchio Made in Italy: Chi l’ha visto”

Il primo di ottobre doveva entrare in vigore la legge Reguzzoni-Versace, la cosiddetta legge sul Made in.
E, effettivamente, è entrata in vigore. In realtà, però, mancando i decreti attuativi, sono venute meno le sanzioni previste in caso di violazione e quindi la norma ha debuttato a metà, di fatto congelata.
Confartigianato, che si aspettava un epilogo diverso per la vicenda, non ci sta e ha dato il via ad una campagna stampa “Marchio Made in Italy: Chi l’ha visto” per denunciare la “scomparsa” della legge che, a suo parere,doveva finalmente tutelare la moda italiana.
Il Marchio made in Italy che “doveva arrivare il primo ottobre” recita il claim della campagna, dopo essere “uscito a pieni voti dal Parlamento italiano nel mese di aprile, potrebbe essersi perso tra Roma e Bruxelles” bloccato dall’Unione Europea in quanto violerebbe le norme comunitarie sulla libera concorrenza. “Gli imprenditori italiani, preoccupati e anche un po’ indignati – si legge ancora nel messaggio di Confartigianato – assicurano adeguata riconoscenza a chiunque dia prova concreta dell’esistenza del marchio”.
Secondo il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, il marchio “scomparso” avrebbe realmente fatto la differenza per i produttori quanto per i consumatori. A parere di Guerrini infatti: “La legge Reguzzoni-Versace fissa principi e regole importanti per difendere e valorizzare il nostro patrimonio manifatturiero e per garantire ai consumatori la certezza di conoscere la provenienza della merce acquistata”. Il Presidente di Confartigianato aggiunge: “Spero che questi principi possano prevalere sui cavilli degli euroburocrati e che la difesa della qualità dei settori manifatturieri europei divenga patrimonio comune di tutti i Paesi dell’Ue. È tempo che sia l’Unione europea ad adeguarsi alle esigenze dei consumatori per tutelare il loro diritto alla corretta informazione sui prodotti che acquistano. Del resto ciò avviene ovunque nel mondo, tranne che in Europa”.