Encyclopaedia Britannica © Getty Images

L’Encyclopaedia Britannica in formato cartaceo

È finita l’era dell’enciclopedia su carta. Almeno è finita quella dell’Encyclopaedia Britannica. La celebre enciclopedia in lingua inglese, pubblicata per la prima volta a Edimburgo nel 1768, ha infatti annunciato che non stamperà più i 32 volumi dell’edizione cartacea (dal peso complessivo di 58,5 chilogrammi), per esistere solo in formato digitale su Internet. I volumi (nell’ultima edizione del 2010) saranno acquistabili fino a esaurimento delle scorte, presenti in magazzino e poi bisognerà accontentarsi della versione digitale. «È da tempo che pensavamo alla fine della stampa» ha ammesso Jorge Cauz, presidente di Encyclopaedia Britannica. Inc, sottolineando come questo non sia che «l’ultimo passo della normale evoluzione dell’azienda».

Un’azienda che ha fatto il proprio ingresso nel mondo digitale nel lontano 1981, quando creò la prima edizione digitale della Britannia – la prima enciclopedia digitale – per gli utenti LexisNexis. Nel 1989 fu la volta dell’enciclopedia in formato digitale su supporto fisico, ovvero su CD-ROM , mentre nel 1994 vi fu lo sbarco su Web. Da allora la fruizione del sapere e delle informazioni ha subito una rivoluzione – vedi il successo mondiale di Wikipedia – e Britannica si è dovuta adeguare. Se infatti l’edizione 2010 ha avuto una tiratura di sole 8mila copie (contro le 120mila del 1990) e la metà sono rimaste invendute, il sito ha avuto nel 2011 ben 450 milioni di visitatori, di cui mezzo milione a pagamento.