La stretta sull’evasione fiscale, che a livello internazionale si è tradotta nella guerra al segreto bancario, riporta in auge in Italia il redditometro. Il ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti e l’agenzia delle entrate chiedono ai comuni di andare a caccia di evasori, seguendo le tracce di una serie di indizi di redditi elevati.

L’alleanza con i comuni
Via Internet, le amministrazioni locali devono d’ora in avanti segnalare sistematicamente al fisco eventuali discordanze tra le dichiarazioni dei redditi del cittadino e la sua capacità contributiva, desumibile da ristrutturazioni edilizie, contratti di gas ed energia elettrica, affitti e residenze sospette all’estero. Se l’evasione è riscontrata, il Comune ha diritto al 30% delle somme incassate. Questo meccanismo, una novità del 2009, si aggiunge al vecchio decalogo dei beni e dei servizi di lusso, l’idea è rintracciare i redditi sottratti all’imposizione fiscale studiando i consumi di alta gamma.

Una miniera d’oro
L’obiettivo privilegiato dei controlli sono le persone che dichiarano redditi minimi, difficilmente compatibili con il loro tenore di vita. Si tratta di un gruppo decisamente consistente in Italia visto che nel 2006 un contribuente su quattro ha dichiarato un’imposta netta pari a zero al netto di deduzioni e detrazioni e il 35% (più di 14 milioni di persone) un reddito Irpef inferiore a 10 mila euro. Krls network Business Ethics e Contribuenti.it - Associazione contribuenti hanno stimato i redditi evasi nel 2008 per circa 331 miliardi di euro sulla base di dati ministeriali, dell’Istat, della Banca d’Italia e dello Sportello del contribuente. Si tratta di circa il 20% del Pil tra economia sommersa, economia criminale ed evasione, a cui corrispondono imposte mancate per 125,8 miliardi di euro. Queste risorse sarebbero fondamentali per abbassare la pressione fiscale, contrastare più efficacemente la crisi e la povertà.

Come spendi = quanto guadagni?
Nel 1992 per la prima volta auto di grande cilindrata, barche e proprietà immobiliari sono state oggetto dell’attenzione delle fiamme gialle e da allora il meccanismo per cui la capacità contributiva si ricava dal tenore di vita ha avuto alterne vicende, per essere poi applicato con vigore dal ministro delle Finanze Vincenzo Visco nel 1997 e rinforzato nel 2007. A ogni bene corrisponde un coefficiente per cui moltiplicare il valore attribuito alla disponibilità in modo da arrivare a stimare un reddito sintetico: quanto dichiarato al fisco non deve discostarsi da questa cifra di più del 25% per due anni. Se questo accade, la Guardia di Finanza apre un’indagine e al contribuente spetta l’onere della prova, sta a lui dimostrare che il reddito presunto sulla base del redditometro non esiste o esiste in maniera inferiore.

Scuole private, club esclusivi, centri benessere
Oggi il redditometro torna in voga in una versione aggiornata e potenziata che tiene conto non solo delle spese per aeromobili, collaboratori domestici, assicurazioni, ma anche della frequentazione di club esclusivi e centri benessere e dell’iscrizione dei figli alle scuole private. Queste spese sono considerate come potenzialmente utili nella verifica, ma non conteggiate con formule e coefficienti per arrivare al reddito sintetico.

Sempre più redditometro, ma funziona?
L’importanza attribuita dal nuovo piano triennale dell’Agenzia delle Entrate al redditometro fa da contraltare a un minor peso relativo degli studi di settore. Nel 2009 gli accertamenti da studi di settore cresceranno, infatti, solo del 2% passando dai 405 mila nel 2009 ai 415 mila nel 2010 e 2011, mentre quelli da redditometro, oggi pari a 12.500 l’anno, conosceranno un +60% nel 2010 e un +75% nel 2011 fino a raggiungere quota 35 mila accertamenti.
Le strategie antievasione messe a punto nell’arco degli ultimi anni hanno decisamente rinforzato le casse dello Stato e gli ultimi dati disponibili parlano di 6,9 miliardi di euro recuperati nel 2008. Continua così la crescita avviata nel 2006, anche se a un tasso meno sostenuto che nel 2007. Eppure, senza una semplificazione degli obblighi fiscali e burocratici la svolta è ancora lontana.

Le novità del 2009
Per la prima volta l’agenzia delle entrate prevede specifiche campagne, coordinate a livello nazionale, per rilevare cessioni di beni e prestazioni di servizi di lusso complementari al decalogo. Per questo tiene sotto osservazione porti turistici, circoli esclusivi, scuole private, wellness center e tour operator. Spese in questi ambiti incompatibili con i redditi dichiarati hanno una funzione accessoria nelle indagini dell’agenzia delle entrate. Una volta avviata la pratica di accertamento questo dovrebbe permettere di limitare il margine di errore.