La crisi ha certamente impattato l’edilizia e in particolare quella commerciale, nonché le performance del real estate. In particolare secondo quanto riportato da Affari & Finanza gli operatori immobiliari dei centri commerciali si sono scontrati lo scorso anno con tre difficoltà: forte freno nella concessione del credito da parte delle banche (la quota del capitale iniziale richiesta è passata in alcuni casi dal 20% all’80%), calo della domanda e conseguente decrescita dei prezzi che in due anni sono calati del 25%. Un decremento significativo ma che i numerosi operatori immobiliari evidenziano essere sensibilmente inferiore alla caduta del 35% del Regno Unito e del 40% in Spagna. Pietro Malaspina, presidente del consiglio nazionale dei c.c., ha dichiarato ad Affari & Finanza: “oggi serve più che mai serve un progetto credibile, costruito a misura di mercato e bacino e infatti oggi i risultati ci confermano che sono premiate soprattutto le operazione cosiddette a tripla classe A ovvero quelle che da molti punti di vista vantano un rating molto alto e la credibilità degli attori in campo”. Il mercato dei centri commerciali è infine oggi ancor più penalizzato dalla necessità di mettere in preventivo dai 3 ai 5 anni tra la firma del contratto e l’inaugurazione.