Sono 70 mila le cause civili con oltre otto anni di anzianità nei tribunali italiani © Getty Images

Oltre 700 milioni di euro: tanto costa all’Italia la lentezza burocratica della giustizia. A stilare il conteggio è lo stesso ministero, all’interno dello studio Misurare la performance dei tribunali civili , curato da Roger Abravanel con Stefano Proverbio e Fabio Bartolomeo. La ricerca passa al setaccio 139 Tribunali civili e 2 milioni di cause tra le 5 milioni pendenti. Il risultato è che la giustizia lumaca costerebbe all’Italia 316 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri 406 milioni ancora da versare. Nello specifico, i procedimenti pendenti in tribunale, la cui durata ha già superato i 3 anni, sono 600 mila, mentre 70 mila procedimenti hanno superato la soglia degli 8 anni di anzianità.

TRAPPOLA SUCCESSIONI. A rallentare la macchia giudiziaria sarebbero soprattutto i procedimenti sulle successioni: è loro la media temporale più alta, pari a 2.323 giorni. E dire che il tasso di litigiosità registrato dal ministero sarebbe in linea con quello europeo: in Italia si contano 2.613 casi ogni 100 abitanti, in Europa 2602. Tra l’altro, insieme alla Francia, siamo i meno litigiosi tra i paesi latini. Il problema dunque non è dei cittadini, ma del sistema.

EFFICIENZA SICILIANA. Per questo, la ricerca stila anche una classifica dei Tribunali più efficienti, prendendo in esame: la durata delle cause e la percentuale di cause ultra-triennali giacenti in primo grado. La top 5 vede primeggiare Lanciano, Trieste e, a sorpresa al terzo posto, Marsala. Seguono Asti e Torino. Il merito di Marsala starebbe nell’aver importato il “metodo Torino” introdotto da ìl giudice Mario Barbuto, basato sul trattare prima i vecchi processi e segnare su tutti i fascicoli l’anno di iscrizione al ruolo. Non resta che sperare che faccia sempre di più scuola visto che, al Sud, i processi ultra triennali sono il doppio (40%) rispetto al Nord (19%). Al Centro si attestano invece sul 27%.