Padiglione Italia, Giampaolo Imbrighi

Il padiglione italiano a Shanghai progettato da Giampaolo Imbrighi

Con la chiusura ufficiale dell’Expo dei record di Shanghai (184 giorni di fiera e oltre 70 milioni di visitatori) parte ufficialmente il conto alla rovescia per la fiera universale di Milano prevista per il 2015. Alla mezzanotte (cinese) del 31 ottobre la delegazione italiana capitanata dal sindaco meneghino, Letizia Moratti, ha ricevuto la bandiera del Bie (Bureau International des Exposition), l'organismo che sovraintende alle esposizioni universali, bandiera che da oggi sventolerà su Palazzo Marino, sede del comune di Milano. Anche gli stessi organizzatori dell’Expo 2015 sanno che non si potranno ripetere i numeri e i costi di Shangai, si punterà piuttosto sul tema.
Per oltre sei mesi alla fiera cinese si è cercato di trasmettere lo slogan 'Better City, Better Life’, ma l’argomento “città migliore, vita migliore” non sembra aver interessato i visitatori che, perlopiù cinesi (circa il 95%), sono rimasti più attratti dalle grandi costruzioni, spettacoli avveniristici e attrazioni che dalle idee di sostenibilità. Insomma, un grande parco giochi dove di tanto in tanto apparivano sprazzi di ecologismo, di idee sostenibili. Tutti hanno provato ad attirare l'attenzione dei visitatori cinesi: i danesi hanno addirittura portato la Sirenetta, gli spagnoli la Coppa del Mondo di calcio appena vinta e i cileni la capsula Fenix con la quale sono stati salvati i minatori intrappolati per due mesi nel fondo della miniera.
Gli italiani si sono presentati a Shanghai con uno dei padiglioni più grandi della Fiera, progettato dall’architetto Giampaolo Imbrighi e realizzato con l'innovativo sistema del cemento trasparente. Al suo interno un ottimo allestimento realizzato dalla Triennale di Milano, con tutto quello che piace ai cinesi: la Ferrari, le moto, il vino, la pasta, la moda. In poche parole un buon prodotto che ha avuto il riconoscimento di moltissimi visitatori cinesi, ma non il plauso degli organizzatori che hanno scartato il padiglione italiano (che probabilmente diventerà un atelier di moda a Pechino) ieri al momento di consegnare i premi ai migliori padiglioni.
Prima tappa ufficiale dell’Expo Milano sarà l’assemblea del Bie a Parigi prevista per il 23 novembre. Da quella data, spiega il sindaco Letizia Moratti, “si potranno iniziare i contatti con i Paesi e le progettazioni esecutive per i lavori. Stiamo già lavorando sulle aree dal punto di vista delle verifiche del suolo - ha detto il primo cittadino - prima della registrazione nessun intervento è possibile, la registrazione per regole del Bie viene fatta cinque anni prima. Siamo assolutamente nei tempi, continueremo a lavorare alacremente per far sì che la nostra esposizione universale, che sarà molto differente da quella di Shanghai, sia un'esposizione di successo che crei lavoro e opportunità nel nostro territorio. E che lasci un'eredità importante per la città”. Un’eredità, si spera, simile a quella rimasta a Shanghai, diventata una città ultramoderna, con strutture e infrastrutture modernissime, più linee della metropolitana e strade.