©Eso

SDSS J102915+172927

Una stella che non dovrebbe esistere, ma che invece c’è e con la sua presenza potrebbe rivoluzionare tutte le teorie sulla formazione stellare. L’ultima scoperta dell’Eso, l’European Southern Observatory, sembra clamorosa. SDSS J102915+172927 è una debole stella della costellazione del Leone, scovata grazie all’ausilio del VLT (Very Large Telescope), composta quasi completamente di idrogeno e elio. Quasi completamente assenti i metalli (ovvero gli elementi più pesanti dell’elio). Una composizione chimica anomala che pone la stella in una “zona proibita” della teoria di formazione stellare comunemente accettata. Una stella che quindi così com’ è non avrebbe neanche formarsi. «Una teoria comunemente accettata prevede che stelle come questa, con massa piccola e quantità trascurabili di metalli, non dovrebbero esistere perché la nube di materia da cui si sono formate non avrebbe nemmeno potuto condensarsi» dice Elisabetta Caffau (Zentrum für Astronomie der Universität di Heidelberg, Germania e Observatoire de Paris, Francia), prima autrice dell’articolo che espone su Nature la scoperta. Per i ricercatori questa stella anomala, che potrebbe avere 13 miliardi di anni, potrebbe non essere isolata.

Loading player...