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A spingere la domanda di gas i consumi domestici che hanno registrato un picco storico di 294,4 milioni di metri cubi superando il precedente massimo di 278,5 milioni registrato il 17 dicembre 2010

Mai prima d’ora l’Italia aveva avuto bisogno di tanto gas. Secondo i dati appena pubblicati da Snam Rete Gas, lunedì 6 febbraio – uno dei giorni più freddi dall’inizio dell’ondata di gelo siberiano – la domanda di gas ha raggiunto i 460,9 milioni di metri cubi superando il precedente record dello scorso 17 dicembre 2010 (459 milioni). A spingere la domanda sono stati i consumi domestici che hanno registrato il picco storico di 294,4 milioni mc.
L’attuale situazione è resa difficile dalla contemporanea riduzione dei flussi da parte del colosso del gas russo Gazprom (per l'Italia sarebbe del 30%) che, come ha sottolineato Gianni di Giovanni, direttore della Comunicazione Eni, deve far fronte alla domanda della Russia dove le temperature toccano anche i -40 nelle zone più esposte. “Abbiamo aumentato il gas dall' Algeria e dalla Norvegia quindi abbiamo colmato questo gap – ha confermato di Giovanni – Nel frattempo stiamo cercando gas liquido e ci prepariamo a mettere in campo tutte le iniziative che serviranno a chiudere questo periodo che potrebbe durare quindici giorni ma anche di più. In questo modo speriamo di poter considerare questa situazione risolta tra pochi giorni”.

Parlare di emergenza gas non è allarmismo, l’Italia stessa – al pari della Polonia – ha dichiarato lo stato d’emergenza a livello 2 per le forniture di gas (su una scala di tre prevista dal regolamento Ue), ma in generale la Commissione europea ritiene che la situazione sia sotto controllo in Europa. Interpellato dall’agenzia Ansa, il portavoce del commissario Ue all'energia Gunter Ottingher, ha dichiarato che le misure prese dal governo italiano per far fronte all'emergenza “sono adeguate e sono basate sul mercato. Per ora, non è necessario fare scattare misure europee, perché il mercato può far fronte alla situazione in Italia”.

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