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Dieci anni dalla più grande rivoluzione nel sistema patenti del nostro Paese. Era il 1° luglio 2003 quando fece il suo debutto in Italia la patente a punti, una norma voluta dall’Aci che, tra il 2003 e il 2013, ha contribuito a ridurre sensibilmente il bilancio di incidenti e morti sulle strade italiane.
Oggi si contano ancora 11 morti e 800 feriti al giorno, segnala l’Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale (Asaps) ma, se nel 2002 si contavano ancora 265.402 incidenti con 6.980 morti e 378.492 feriti, nel 2011 – anche grazie a norme antialcol più severe e l’incremento dei controlli con l’etilometro – siamo scesi al minimo storico di 205.638 incidenti (-22,5%), con 3.860 vittime (-44,7%) e 292.019 feriti (-22,8%).

I NUMERI. In questi primi dieci anni sono stati tolti 85.604.842 punti – i patentati in Italia sono 37.634.404 –con una media di 2,275 punti sottratti per ogni patente. A pagare di più i giovanissimi sotto i 20 anni – 6,497 punti di media (ma per loro nei primi tre anni valgono doppio) – mentre il record minimo di punti pagati è registrato dagli ultrasettantenni, con 1,176 punti. A livello di genere sono state le donne le più attente al codice della strada: col 43,67% di patenti hanno perso il 25,44% del totale dei punti, mentre gli uomini col 56,33% di patenti hanno lasciato alle forze di polizia il 74,56% dei punti. Le violazioni più gettonate che hanno fatto perdere patrimoni di punti? Al primo posto la velocità (complici autovelox e misuratori della velocità in genere), poi vengono le cinture di sicurezza, seguono l’attraversamento semaforo col rosso e l’uso del cellulare alla guida.

LA SOGLIA DEI 30 PUNTI. Con oggi coloro che non hanno mai ricevuto una decurtazione di punti raggiungono il tetto massimo di 30 punti, vengono assegnati, infatti, due punti per ogni due anni di condotta impeccabile. Per chi vuole conoscere il saldo dei propri punti basta chiamare il numero 848 782 782.

ITALIANI E PATENTE A PUNTI - DIECI ANNI DI ESCAMOTAGE
Con il 1° luglio 2003, insieme alla dotazione iniziale di 20 punti, prese corpo immediatamente l’angoscia trasversale di perdere tutti i punti e dover rifare gli esami. Subito si studiarono i soliti furbeschi sistemi per aggirare la normativa. La macchina nei pressi della discoteca di Riccione alle 4 di notte la guidava il nonno… (qualche volta è poi risultato che era anche deceduto tempo prima con dimenticanza della riconsegna della patente) la moto giapponese da 300 km/h di velocità e 130 in prima marcia la guidava la mamma 64enne (è successo anche questo! Ma il trucco è caduto quando la polizia chiese alla signora di togliere dal cavalletto la moto del figlio convocato in ufficio), la superberlina tedesca da 100.000 euro dell’industriale e albergatore viene sempre più spesso guidata dal dipendente filippino, albanese o cingalese. Quanta generosità questi italiani!