Serie B © GettyImages

Campionato di calcio di Serie B solo di nome, non di fatto. La serie cadetta sta vivendo infatti una fase di rilancio grazie all’aumento delle province italiane coinvolte (da 17 a 20) e una crescita del bacino d’utenza che passa dai 12,8 milioni del 2010/11 (21% della popolazione) a 18,7 milioni del 2011/12 (31%); un dato che non ha nulla da invidiare a quello della Serie A (23,2 milioni). La recente analisi di StageUp – Sport & Leisure Business evidenzia come la divisione tra Serie A e Serie B ha fatto bene alla seconda serie che ha saputo crearsi una propria identità diventando qualcosa di più di una semplice ‘Serie B’. A oggi il campionato cadetto è dal punto di vista economico‐finanziario fra i principali campionati europei, dietro solo alla Bundesliga 2. Certo, la seconda serie tedesca è un vero e proprio punto di riferimento nei conti: riesce a limitare il costo dei calciatori al di sotto del 50% del fatturato (la Serie B è all’84%, la Championship inglese al 93% e la Liga Adelante spagnola al 95%). La Bundesliga 2 vanta anche un indebitamento contenuto e garantisce una presenza media negli stadi doppia rispetto alla Serie B. Circa il 20% delle risorse economiche tedesche deriva proprio dagli impianti di gara contro l’8% del nostro secondo torneo professionistico. Ma il nostro campionato tuttavia si vede comunque ben posizionato nei confronti di quelli di Inghilterra e Spagna alle prese con indebitamenti rispettivamente oltre il doppio e il triplo del loro fatturato.

Il futuro della Serie B . Secondo il presidente di StageUp Giovanni Palazzi il successo della Serie B dipenderà dalle capacità della Lega di saper puntare sul forte radicamento territoriale dei suoi club e su importanti investimenti. “Il campionato attirerà nuovi investitori se sarà in grado di assumere una sempre maggiore riconoscibilità e identità propria – ha concluso Palazzi – facendo scelte che lo distinguano in maniera crescente dalla Serie A sul fronte dell’immagine”.