Andrea Ronchi, ministro per le Politiche Comunitarie

Il governo italiano è pronto a mettere il veto sulla proposta della Commissione europea che introdurrebbe il trilinguismo inglese-francese-tedesco nei documenti con cui si depositano i brevetti in Europa.
“È una proposta inaccettabile – ha affermato il ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi – offensiva per la cultura e la storia italiana. Da mesi stiamo portando avanti una battaglia per impedire che nella nuova disciplina sul brevetto europeo si introduca surrettiziamente un trilinguismo di fatto, inglese-francese-tedesco”.
La presa di posizione italiana è ferma e non lascia spazio a trattative “Voglio dirlo con chiarezza – ha sottolineato Ronchi – la proposta che su questo tema la Commissione ha recentemente formulato è per noi inaccettabile”.
Secondo il ministro la norma provocherebbe un’alterazione della concorrenza dannosa per le imprese italiane e svilirebbe la dignità della lingua italiana.
Il regolamento per passare deve essere approvato all’unanimità, ma le delegazioni di Italia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia al momento sembrano ferme sul no.
La Commissione europea giustifica il trilinguismo del brevetto con la necessità di ridurre i costi. I paesi contrari, capeggiati dall’Italia, propongono, proprio per la ragione della riduzione dei costi, che si preveda solo una lingua, l’inglese, combinata con una traduzione in un’altra lingua a scelta del depositante.
A questa proposta si oppongono, però, francesi e tedeschi.