Michael "Mike" Fries, presidente e Ceo di Liberty Global © Getty Images

Dopo la crisi sono calati i compensi stellari dei manager? Nient'affatto, nonostante da più parti si dica che ormai gli stipendi sono legati ai risultati. A dirlo è il report annuale del Wall Street Journal che ha preso in esame 300 aziende americane e i portafogli dei loro Ceo: in media gli aumenti dall'inizio della crisi sono stati del 13,5% a quota 13,6 milioni di dollari. E due terzi del totale sono ufficialmente legati alla performance.

SI giustifica così il premio del Ceo più pagato: Michael Fries di Liberty Global che ha portato a casa 112,2 milioni di dollari nel 2014, il 139,4% in più rispetto all'anno precedente a fronte di un ritorno per gli azionisti della società del 13,3%. Sono proprio gli introiti degli stakeholders a decidere le sorti dei Ceo: gli a.d. delle dieci società che hanno avuto performance migliori hanno visto salire i propri compensi rispetto all'anno precedente, mentre i dieci che hanno avuto risultati peggiori si sono visti tagliare lo stipendio.

Ma non tutto va secondo i piani: solo uno degli amministratori delegati nella top ten dei più pagati - Brent Saunders della ex Actavis, ora ribattezzata Allergan plc dopo la fusione con il produttore del Botox - è tra quelli che hanno avuto performance in assoluto migliori. Inoltre, due dei dieci Ceo meglio remunerati (Philippe Dauman di Viacom e Jeffrey Immelt di General Elctric) hanno visto salire i propri compensi nonostante un calo di valore per gli azionisti.