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Il mercato delle criptovalute in Italia sarà interessato a breve da una importante novità di natura normativa: per gli addetti ai lavori non si tratta ovviamente di un fulmine a ciel sereno, in quanto la possibilità dell'entrata in vigore di un aggiornamento della policy in materia di asset digitali era un argomento di cui nell'ambiente si parlava da molto tempo. Come in molti avranno già intuito si fa riferimento all'iter, introdotto dall'ultima Legge di Bilancio, che porterà alla costituzione del registro degli operatori: a partire dal 18 Maggio 2022, nello specifico, le società che offrono servizi di intermediazione, riconducibili alla compravendita e detenzione di criptovalute, avranno 60 giorni di tempo per comunicare all'Organo di competenza i propri dati identificativi, che verranno registrati nell'apposito elenco. Come già previsto per i cambiavalute, gli operatori, che vorranno presidiare il mercato italiano sia con uffici sul territorio sia da remoto, avranno obblighi di segnalazione della propria utenza.

È opportuno sottolineare che tale provvedimento è inteso come esercizio atto a prevenire il fenomeno del riciclaggio e dell'evasione fiscale, pertanto gli aderenti al registro non porteranno a termine un semplice adempimento burocratico, in quanto in caso non siano rispettate le disposizioni richieste dalla normativa, la loro attività risulterà abusiva con tutto ciò che ne consegue. Anche se chi utilizza le criptovalute con finalità di investimento non sarà direttamente interessato da queste novità, è comunque timoroso che le stesse possano avere un impatto significativo sul mercato degli asset digitali e, di conseguenza, sui propri risparmi. Secondo gli addetti ai lavori, una regolamentazione del settore era abbastanza prevedibile, soprattutto in considerazione della capillarizzazione dell'utilizzo di token con varie finalità. A questo proposito, su Criptovaluta.it, portale di riferimento nel campo delle nuove tecnologie, è possibile consultare diverse analisi in cui si evidenzia come l'introduzione di una normativa non abbia necessariamente implicazioni bearish sul lungo periodo, qualora il cambiamento di policy coinvolga più aree geografiche.

Criptovalute: nuove norme in arrivo in Ue e USA

Quest'ultima affermazione è un chiaro riferimento alle novità che in ambito criptovalutario giungono sia dall'Area Euro sia dagli Stati Uniti. Il Parlamento Europeo a breve discuterà infatti sulla necessità di regolamentare il settore delle monete digitali, ma la mossa più eclatante è di certo quella di Joe Biden.

Il presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo per conferire a varie Agenzie Governative un incarico che contempla l'analisi dettagliata delle attività riconducibili all'uso di criptovaluta sul territorio americano. Il fine di tale provvedimento è identificabile, oltre che nella stima dei rischi legati alla diffusione del fenomeno, nella valutazione di un'eventuale creazione dei token di Stato.

Regolamentazione settore Crypto: il parere di Orlando Merone

Sull'atto esecutivo di Biden, come riportato sul profilo twitter di Criptovaluta.it, si è espresso anche Orlando Merone, una delle figure più autorevoli nel mondo crypto. Secondo il Country Manager di Bitpanda l'iniziativa messa in atto negli Stati Uniti potrebbe addirittura rappresentare un booster per l'intero ecosistema degli asset digitali.

Difatti le società di intermediazione più grandi ed affidabili non potranno che beneficiare di un quadro normativo ben definito, a discapito di realtà meno solide. L'evoluzione del settore, ribadisce Orlando Merone, non potrà che garantirne uno sviluppo sostenibile e duraturo, il quale contribuirà a limitare i rischi e a esaltare tutte le potenzialità delle valute virtuali.

VeChain lancia una nuova stablecoin

A riprova che il mondo crypto sia in continuo fermento ecco un'altra notizia, riguardante uno dei progetti del momento, proposta dagli esperti di Criptovaluta.it; il network VeChain presto si doterà di una stablecoin: si tratta di una particolare tipologia di token il cui valore è ancorato alla quotazione di una valuta fiat; in questo caso specifico la divisa di riferimento di VeUSD sarà, come si evince dal nome stesso, il dollaro statunitense.

La caratteristica più interessante del protocollo è rappresentata dal fatto che lo stesso sarà predisposto fin da subito per seguire i regolamenti implementati nel tempo dai Governi Centrali.