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Sappiamo bene quanto il comparto siderurgico rappresenti un punto di riferimento assoluto per il nostro sistema industriale nazionale. Sono tantissimi i settori manifatturieri che vedono ricoprire un ruolo fondamentale a una materia prima come l’acciaio. Il riferimento è per esempio alle costruzioni e all’automotive ma anche alla meccanica, al settore alimentare e a quello della cantieristica.

La filiera connessa all’industria siderurgica è capace di creare posti di lavoro - sono circa 70mila gli addetti diretti, che arrivano a toccare quota 140mila con l'indotto partendo dalla produzione di acciaio grezzo fino ad arrivare alla sua trasformazione in prodotti primari e derivati - e al tempo stesso generare ricchezza. Si stima che il comparto valga circa 60 miliardi di euro e questo nonostante la grande volatilità che caratterizza il mercato, a maggior ragione in un periodo storico articolato e complesso come quello che stiamo vivendo.

Acciaio, materiale virtuoso e altamente riciclabile

L’acciaio è un materiale virtuoso, capace di interpretare il mood green e sostenibile che sta ormai caratterizzando qualsiasi settore imprenditoriale. Stiamo parlando di tematiche all’ordine del giorno nel dibattito a livello globale. D’altra parte, l’acciaio è un materiale 100% riciclabile e per un infinito numero di volte (il tutto senza mai perdere le sue proprietà). Altro motivo che rende il suo utilizzo sempre più essenziale in settori manifatturieri strategici.

Il comparto mostra di essere in buona salute, con la produzione relativa al primo trimestre del 2021 che è stata trainata fortemente da Cina, Giappone e India. Si è registrata una riduzione tutto sommato contenuta nel corso del 2019 (-5,3%) con riferimento alle tonnellate di produzione di acciaio (oltre 23 milioni). La frenata dell’export ha pesato molto, in seguito si è registrata una flessione ulteriore sia per quanto riguarda i prezzi che le quantità.

Il mercato e i progetti virtuosi nel campo di energia ed emissioni

Abbiamo accennato al fatto che nel complesso il mercato gode di buona salute e questo vale soprattutto con riferimento a prodotti piatti (travi rotaie), laminati lunghi tubolari, laminati mercantili, fogli e bobine utilizzati in genere per costruzioni edili e navali ma anche imballaggi ed elettrodomestici. Sarà anche corretto affermare, sempre in un’ottica green, come la siderurgia nazionale sia il primo mercato europeo per volume di riciclo dell’acciaio, oltre a rappresentare storicamente il secondo mercato dell’UE sia sotto l’aspetto dell’occupazione che in termini produttivi.

Nel corso del 2018 sono state circa 19 milioni le tonnellate di rottami ferrosi riciclati dalle acciaierie italiane. Dal punto di vista energetico, peraltro, la siderurgia italiana è tra le più efficienti in assoluto: basta pensare al fatto che dal 1990 le emissioni di CO2 si sono più che dimezzate e che dal 2010 si è registrato un calo del 14% dei consumi idrici. Quello relativo alla produzione dell’acciaio è un processo che ovviamente richiede il consumo di molta energia, ma è anche vero - come abbiamo già avuto modo di precisare - che si tratta di un materiale altamente riciclabile. Negli ultimi 10 anni, peraltro, si sono ridotte del 60% le emissioni di polveri al camino e del 30% quelle di ossido di azoto.