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Mann: un tesoro restituito alla città di Napoli

Mann: un tesoro restituito alla città di Napoli Torna a Museo archeologico nazionale di Napoli
Venerdì, 27 Aprile 2018

INTERVISTA A PAOLO GIULIERINI, DIRETTORE DEL MANN

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Perché il Museo archeologico di Napoli è diverso dai soliti musei pieni di reperti classici?
Perché ha voluto intraprendere una strategia di accoglienza e di inclusione sociale, facendo partecipare tutta la città alla vita dell’istituto. E restituendo così i tesori ivi conservati ai veri proprietari, i cittadini.

Archeologia e tecnologia possono essere un binomio vincente per la cultura italiana?
Il binomio tecnologia e arte è ormai irrinunciabile. La tecnologia deve però essere a supporto dell’arte, non sostituirla. Ad esempio, il nostro videogame è un racconto del nostro museo che invita a esplorarlo realmente.

Navigando un po’ nell’offerta del Museo si ha la sensazione che non racconti solo Pompei, ma anche la storia di Napoli. È una caratteristica forse unica per un museo archeologico...
La nuova immagine del Mann è che esso rappresenta non il museo di Pompei, ma il museo della capitale di un grande regno, quello delle Due Sicilie, con legami sovranazionali.

Continuano ad aumentare le presenze. A cosa è dovuta questa impennata?
Sia nel 2016 che nel 2017 siamo cresciuti di 70 mila visitatori anno su anno, sfondando la soglia dei 500 mila. La crescita è dovuta al rilancio del museo sia attraverso importanti e specifiche forme di comunicazione, sia attraverso grandi mostre (come Amori Divini o I Longobardi ) sia attraverso la riapertura di collezioni prima chiuse al pubblico – come quella egizia – e per via di un nutrito calendario culturale.

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