Francesco Molinari e Jose Maria Olazabal  © GettyImages

Francesco Molinari (s) posa con il capitano del Team Europa, Jose Maria Olazabal, e la Ryder Cup appena conquistata

Quella della Ryder Cup 2012 di golf è stata una vittoria meravigliosa perché nessuno ci avrebbe scommesso che fosse possibile. I punteggi parziali sembrava che avessero già consegnato la vittoria agli Stati Uniti: venerdi la sfida era terminata con lo score di 5 USA e 3 Europa, sabato mattina gli americani avevano vinto 3 dei 4 incontri in campo e nel pomeriggio sembrava dovessero dominare. Sabato sera lo score era di 10 punti USA e 6 punti Europa. Agli Stati Uniti mancavano solo 4 punti e mezzo per vincere, per il Team Europa erano necessari 8 punti per pareggiare e in quel caso per il regolamento della Ryder Cup il trofeo rimane al Team detentore.

Il capitano Europa, Jose Maria Olazabal ha deciso di schierare nei primi sei Match play di domenica i giocatori che gli erano sembrati più in forma: Luke Donald, Ian Poulter, Rory McIlroy, Justin Rose, Paul Lawrie e Nicolas Colsaerts.

Il capitano USA, David Love III, ha messo in campo per primi i golfisti che riteneva più motivati e capaci di fare squadra e ha lasciato per la seconda parte degli incontri quelli più solidi. Nei primi sei incontri il Team USA ha messo in campo: Bubba Watson, Webb Simpson, Keegan Bradley, Phil Mickelson, Brandt Snedeker e Dustin Johnson.

Le strategie hanno lasciato la parola al campo e il Team Europa le ha suonate per bene agli americani, nonostante il tifo da stadio, le urla e gli sberleffi ai giocatori europei, le acclamazioni di gioia per i colpi sbagliati dei nostri giocatori.

Abbiamo vinto i primi cinque match e perso solo quello di Nicolas Colsaerts contro Dustin Johnson. Il punteggio era stato completamente rimesso in discussione: 11 punti USA, 11 punti Europa.

Ma quello che stava cambiando non era solo il punteggio, il clima nel Team Europa era elettrico, in quello americano montavano le preoccupazioni.

Erano in campo ancora sei match e per gli americani erano necessari tre punti e mezzo per vincere, i nomi sul percorso erano Zach Johnson, Jim Furyk, Jason Dufner, Matt Kuchar, Steve Stricker e Tiger Woods per il Team USA e Graeme McDowell, Segio Garcia, Peter Hanson, Lee Westwood, Martin Kaymer e Francesco Molinari.

E abbiamo vinto! Nella giornata dedicata al ricordo di Severiano Ballesteros, è venuto fuori il cuore e il nostro gruppo ha fatto la differenza. Sergio Garcia ha battuto Jim Furik alla buca 18, Lee Westwood, dopo due giorni in cui ha giocato male, ha distrutto Matt Kuchar 3 & 2. Erano ancora in campo Martin Kaymer contro Steve Stricker e Francesco Molinari contro Tiger Woods. Martin Kaymer ha infilato un bellissimo put alla buca 17 e guadagnato il punto che metteva l’Europa in parità di punteggio. La coppa sarebbe rimasta in Europa, ma per vincere era ancora necessario che Francesco Molinari pareggiasse il suo match, ma Tiger Woods era in vantaggio di una buca alla 17. E Francesco non ha deluso, ha vinto la buca 18, pareggiato lo score finale e guadagnato il mezzo punto che ha dato la vittoria al Team Europa.

Vittoria Europa per 14 ½ contro USA 13 ½, la coppa rimane da noi, i giornali americani hanno titolato “il miracolo di Medinah” per la rimonta che nessuno pensava fosse possibile.