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«Il canale della Lega di Serie A si farà, già dal 2018»: lo ha dichiarato Marco Bogarelli, presidente di Infront Italy (advisor della Lega calcio) a La Gazzetta dello Sport .

Il calcio italiano avrà un nuovo canale perché l’intermediazione tra cliente e piattaforme distributive si va via riducendo, mentre l’interesse per questo sport è altissimo con margini di crescita «pazzeschi».

OSSIGENO PER I CLUB. La Serie A, ha spiegato, è un marchio da rinfrescare, ma capace di registrare un incremento del 58% nelle vendite grazie ai diritti esteri. Da rivedere, invece, il meccanismo di ingresso nelle competizioni Uefa, per le quali l’Italia versa 270 milioni per i diritti tv (Champions League ed Europa League), ma ha solo due squadre più una nella coppa più importante.

Infront sarà advisor della Lega fino al 2021; l’intesa siglata nel 2013 prevedeva un minimo garantito medio di 980 milioni di euro per i primi tre anni (2015-2018) e un miliardo per il triennio successivo.

LITE SUI DIRITTI. I diritti del triennio 2015-2018 sono stati assegnati a Sky e Mediaset: l’operazione aveva scatenato una serie di polemiche prima dell’assegnazione definitiva, risoltesi poi con l’autorizzazione da parte di Agcom a Mediaset per la concessione in sublicenza di uno dei pacchetti a Sky (132 partite).

A questo proposito, Bogarelli ha commentato: «È sembrato strano, semmai, che qualche club spingesse per accettare l’ipotesi di 779 milioni di ricavi rispetto ai 943 incassati in questa maniera».