Ford B-Max

La plancia multimediale della Ford B-Max

Il mondo dell’automobile va a due velocità. Da una parte, praticamente in tutta Europa e in Giappone, le immatricolazioni arrancano, frenano, addirittura entrano in una spirale di crisi profonda. Dall’altra, Asia e Americhe aumentano il giro d’affari con percentuali anche a due cifre. Ai circa 1,4 milioni di vendite di auto nuove previste per quest’anno in Italia (un dato che riporterebbe il nostro mercato su livelli da fine anni ’80, confermato se le consegne andranno avanti come nei primi tre mesi del 2012 senza che si prendano provvedimenti strutturali), fanno da contraltare gli acquisti globali, destinati a superare i 75 milioni di veicoli contro i 70 del 2011. Se il bilancio delle contrattazioni presenta due facce tanto diverse della stessa medaglia, i desideri degli automobilisti del terzo millennio sono, invece, molto simili di qua e di là dell’Atlantico e del Pacifico. Lo dimostrano i risultati di una ricerca fatta da Accenture (la multinazionale di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing che conta 244 mila professionisti in 120 Paesi del mondo) che ha coinvolto 7 mila consumatori di sette Paesi: Italia, Francia, Stati Uniti, Malesia, Cina, Corea del Sud, Brasile. Secondo lo studio di Accenture, gli automobilisti attribuiscono grande importanza alle tecnologie per la sicurezza in auto. Ma si aspettano nel prossimo futuro un salto di qualità che consenta di avere in viaggio informazione e intrattenimento tali da trasformare l’automobile in un veicolo sempre connesso.

UN MERCATOIN CRISI?IN ITALIA, SÌ
1,4 mln le immatricolazioni di auto previste per il 2012 in Italia, un dato che riporterebbe il comparto ai valori della fine degli anni ‘80
75 mln le vendite di vetture previste a livello mondiale per il 2012
70 mln le vendite di vetture a livello mondiale nel corso del 2011

SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

Nell’immaginario collettivo, insomma, è già nato il connected vehicle. A livello mondiale. Infatti, non esistono vie di mezzo in questa ricerca di eccellenze, molte delle quali sono già utilizzate sui modelli più esclusivi. Tra le tecnologie per la sicurezza, la preferenza della stragrande maggioranza degli intervistati, 91% (le risposte al sondaggio fatto in Internet erano multiple), va all’assistenza al cambio della corsia che controlla le zone d’ombra posteriori non visibili dagli specchietti retrovisori. Sul genere dell’Opel Eye, che equipaggia di serie l’Insignia : a partire dai 60 km/h una telecamera grandangolare riconosce se l’auto esce involontariamente dalla corsia di marcia senza attivare l’indicatore di direzione. In questo caso viene emesso un segnale acustico e si accende un indicatore luminoso nel contagiri. Questo sistema aiuta a combattere la fatica e la temporanea perdita di concentrazione. Inoltre la stessa telecamera, montata dietro lo specchietto retrovisore interno, riconosce i limiti di velocità e i divieti di sorpasso e li indica nel display centrale. È attivo dai 14 ai 200 km/h (di giorno) e 150 (di notte). A differenza dei navigatori satellitari, nei quali i limiti di velocità sono memorizzati, l’Opel Eye agisce in tempo reale ed è sempre aggiornato. L’83% degli intervistati chiede l’antibloccaggio delle ruote in frenata, l’Abs, che molti costruttori in Europa montano già di serie su tutti i loro modelli. Il 74% vorrebbe l’Head up display per la visione notturna, che Bmw offre a partire dalla Nuova Serie 3 (900 euro). Perfezionato nel corso degli anni, oggi riconosce pure gli ostacoli che non emettono calore. Importanti risultano tutti i mezzi per rendere sicure le manovre in retromarcia (72% di gradimento) ed evitare costose e fastidiose ammaccature della carrozzeria. Il più gradito non è tanto il parcheggio automatico, offerto dal 2008 anche dalla Volkswagen Touran , che richiede spazi di parcheggio generosi, quanto la telecamera posteriore (abbinata ai sensori di distanza) che proietta l’immagine di quello che si trova dietro la vettura, offerti di serie, per esempio, sulla Kia Sportage .

ETILOMETRO DI SERIE?

Difficile da immaginare che ai primi posti tra i sistemi di protezione gli automobilisti cinesi e italiani, tanto l’etilometro. Invece è così: lo vorrebbe il 67%. In Francia, peraltro, una legge lo imporrà ai camionisti dal prossimo 1 luglio. La nuova normativa entrerà in vigore con un periodo di tolleranza di quattro mesi affinché i conducenti si adattino a questa nuova misura. Dall’1 novembre 2012, il mancato possesso dell’etilometro comporterà una sanzione pecuniaria. L’obbligo vale per i veicoli immatricolati in qualsiasi Paese. Il 63% degli intervistati poi desidererebbe un allarme anti-colpo di sonno. Uno dei più efficienti attualmente in commercio è quello di Mercedes Benz che integra molteplici funzioni. Sulla Classe E costa 2.735 euro e la funzione Attention assist si rivela particolarmente utile nei lunghi tragitti e nei viaggi notturni. Tra gli 80 e i 180 km/h, alcuni sensori analizzano il comportamento di guida e non appena riconoscono i sintomi di affaticamento o di distrazione richiamano l’attenzione del guidatore con segnali acustici e luminosi consigliando una sosta per bere un caffè.

 

SE SCATTA L’EMERGENZA

Sempre nell’ambito della sicurezza, nel prossimo futuro l’83% degli intervistati vorrebbe avere a bordo tecnologie in grado di contattare automaticamente il carro attrezzi quando il veicolo si ferma e il 75% un sistema che chiami il soccorso stradale più vicino in caso di incidente. Iniziative in questo senso esistono già. Fiat, tra i primi costruttori, offrì questo servizio una decina di anni or sono collegando un centralino dedicato a vari servizi di assistenza europei. General Motors (che controlla i marchi Cadillac , Buick , Chevrolet eccetera) ha il suo centro assistenza nel quartiere generale di Detroit: una trentina di impiegati monitorano 24 ore su 24 Stati Uniti e Canada ed eseguono una media di 310 interventi al giorno causati da incidenti o da malori. Quasi tre quarti (il 73%) degli intervistati ha dichiarato che vorrebbe anche una tecnologia in grado di fermare il veicolo e inviare una chiamata di emergenza in caso il conducente o un passeggero abbia un attacco di cuore o un malessere grave in generale, mentre l’83% sarebbe favorevole a tecnologie in grado di segnalare con anticipo traffico, incidenti e rallentamenti. O ancora, il 63% degli intervistati vorrebbe utilizzare sistemi di comunicazione tra veicoli. La possibilità di comunicare tra vetture senza l’intervento umano è probabilmente l’ultima frontiera della connettività. Audi, insieme con altri automaker all’interno del progetto Travolution, sperimenta dal 2006 questo tipo di tecnologia, che permette alle automobili di scambiarsi informazioni sulla presenza di ingorghi, di suggerire la velocità da tenere per sfruttare le onde verdi dei semafori e di inviare e ricevere notizie su eventi relativi alla viabilità. L’obiettivo è risparmiare tempo e carburante, e incrementare la sicurezza per chi viaggia.

AL VOLANTE COL TELEFONINO

Altri desideri? L’82% delle persone coinvolte nello studio desidera un sistema per recuperare il veicolo rubato. Come il Bmw Tracking: un modulo di localizzazione nascosto all’interno dell’auto entra in azione dopo il furto e, a intervalli regolari, trasmette un segnale che indica l’ubicazione del veicolo per consentire il recupero dell’auto rubata; un dispositivo che fa ottenere a chi lo acquista una rilevante riduzione del premio assicurativo per il furto. Nell’ambito dell’intrattenimento, l’81% vorrebbe monitor sui sedili posteriori per permettere ai passeggeri di vedere Dvd o televisione ed il 79% la possibilità di ascoltare musica in streaming. Pioniera in questa direzione è stata la Land Rover Discovery 4 che monta sui poggiatesta dei sedili anteriori due schermi da otto pollici con telecomando e cuffie cordless per intrattenere i passeggeri. I connected vehicle del prossimo futuro dovranno anche saper integrare le funzionalità offerte dal mondo digitale: il 59% degli intervistati, infatti, sarebbe interessato a controllare lo smartphone attraverso comandi sul volante e il 58% vorrebbe leggere e dettare e-mail mentre guida. Chi afferma che le nuove tecnologie sono solo appannaggio delle marche e dei modelli di lusso viene smentito da Ford che, dopo aver dotato di sofisticata elettronica di sicurezza Focus e C-Max , ora trapianta il Sync Applink sulla nuova B-Max (in vendita da giugno), una piccola monovolume lunga 405 cm, con le porte posteriori scorrevoli, spinta da un innovativo e sobrio tre cilindri benzina da 1.0 litri di cilindrata. Il Sync, sviluppato con Microsoft, interfaccia l’auto con gli smartphone sfruttando la connettività Bluetooth. La compatibilità dovrebbe coprire la quasi totalità delle tipologie di smartphone in circolazione (Apple, Android e Blackberry) e lo scopo è quello di consentire il normale utilizzo del proprio dispositivo portatile senza mai staccare le mani dal volante, grazie al riconoscimento vocale avanzato. Inoltre Sync Applink servirà da piattaforma per applicazioni come iHeart Radio e Pandora per ascoltare musica o di TeleNav per la navigazione satellitare. Utile l’Emergency Assistance, una funzione che consente di chiamare l’assistenza in caso di incidente sfruttando lo smartphone a bordo.

LA RICERCA ACCENTURE
L’indagine ha coinvolto 7 mila consumatori residenti in sette Paesi: Italia, Francia, Malesia, Stati Uniti, Cina, Brasile e Corea del Sud. Al primo posto tra i desideri degli intervistati c’è la sicurezza. Per il 91% è importante che le auto siano dotate di sistemi per il controllo del cambio di corsia. L’82% chiede dispositivi che permettano di recuperare il veicolo in caso di furto. L’81% del campione coinvolto vorrebbe monitor sui sedili anteriori per permettere ai passeggeri di vedere Dvd durante la marcia, mentre il 79% chiede di poter ascoltare musica in streaming. Tra i più pretenziosi, il 59% sarebbe interessato a controllare lo smartphone dai comandi del volante, mentre il 58% si augura di essere presto in grado di dettare mail mentre guida.