Dieter Zetsche

Dieter Zetsche, presidente della Daimler, tra il presente/futuro e il passato della Mercedes 300 Sl

Il fascino che contraddistingue la storia dell’automobilismo non manca mai di suscitare grandi emozioni. Lo sanno bene gli appassionati e sempre più spesso capita che la gente comune ne subisca la potente attrattiva, restandone stregata. La ragione alla base di questo magnetismo probabilmente risiede nella scoperta della piccola, grande umanità che ha tessuto storie di metallo, passione e ingegno.
Al North America Auto Show di Detroit (Naias) Mercedes esibisce una tessera del suo glorioso passato: la 300 SL. Agli inizi degli anni Cinquanta la casa di Stoccarda si dedicò alla produzione della sua prima vettura da corsa di epoca postbellica, in previsione del ritorno sulle piste delle Frecce d’Argento, entro il 1952. Il modello progettato per il rilancio si chiamava in origine 300 SL Super-Light e montava il motore della berlina di lusso Mercedes-Benz 300, passata alla storia come Adenauer, dal nome del primo cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, Konrad Adenauer. Ovviamente si lavorò ad un adattamento del propulsore per renderlo idoneo alle competizioni, aumentandone la potenza di 170 CV.
La prima 300 SL mai prodotta non esiste più, ma a Stoccarda se ne conserva ancora il secondo e più antico esemplare, con numero di telaio 194 010 0000/52. Per festeggiare il sessantesimo compleanno di questa signora in età, Mercedes ha deciso di regalarle un “ritocchino”. Non si tratta naturalmente di chirurgia plastica, ma di un accurato restauro, procedura idonea a ogni opera d’arte degna di questo nome. L’operazione ha previsto un lavoro di disassemblaggio in Mercedes – Benz Classic Centre di Fellbach, presupposto di una remise en forme che ha creato molti problemi ai tecnici. La fase più delicata ha riguardato il trattamento della carrozzeria. La storia dell’auto insegna anche questo: SL sta per Super-Light, Superleggera come la corazza di questo esemplare, nato per volare sulle piste. La sottilissima lamiera in alluminio/magnesio si è rivelata estremamente delicata ed ha risentito in modo particolare dello scorrere del tempo, al punto che per riportarla all’originario splendore i tecnici hanno dovuto lavorare per 10 mesi a ritmi serratissimi. Oltre alla scelta del materiale, per ottenere una vettura più leggera a tutto vantaggio della velocità, si pensò di perforare alcune parti della carrozzeria. Il risultato è che con quelle sue Gullwing, le portiere ad ali di gabbiano che hanno fatto storia, la SL 300 volava davvero in pista e non è affatto difficile crederci, se si pensa che il motore della vecchia “Adenauer” riadattato per il mondo delle corse è ancora prestante. Figurarsi lo stupore dei tecnici quando hanno visto quel vecchio propulsore prendere rapidamente velocità, fino a raggiungere il 230 Km/h.