© Getty Images

Le vacche grasse finiscono anche per i banchieri. Recependo le direttive europee e i principi internazionali, la Banca d’Italia ha fissato un tetto agli attuali stipendi (alcuni ancora a sei zeri…) dei vertici della Banche.

Nello specifico, le nuove regole stabiliscono che la parte variabile della remunerazione non dovrà superare quella fissa per il personale che può assumere rischi rilevanti, a meno che questo non sia stato autorizzato dall’assemblea degli azionisti a maggioranza qualificata. In questo caso, la componente variabile può anche essere doppia di quella fissa.

TAGLI PER TUTTI. E ancora: salvo differenti decisioni dell’assemblea degli azionisti prese con maggioranza qualificata, i compensi del presidente del consiglio o del consigliere di sorveglianza non possono essere superiori al compenso fisso dell’a.d. o del direttore generale.

La Banca d’Italia ha inoltre previsto meccanismi di correzione ex post delle remunerazioni per «rafforzare il collegamento della componente variabile con i rischi, con le condizioni patrimoniali e di liquidità della banca e con i comportamenti individuali», come si legge in una nota.

PROMOTORI. Il testo inoltre specifica che «per le remunerazionidelle reti distributive esterne (agenti e promotori finanziari) le disposizioni incorporano indirizzi, già resi pubblici, che tengono conto delle specificità delle figure professionali cui si riferiscono».

Previsti infine condizioni differenti a seconda delle dimensioni delle banche: le regole saranno più stringenti solo per gli istituti bancari di maggiori dimensioni o di complessità operativa. Le nuove regole entreranno pienamente in vigore dal 30 giugno 2016, giorno in cui scade il periodo transitorio concesso dalla Banca d’Italia agli intermediari per adeguarsi.