I diplomati del Master in Strategie per il business dello sport dell’Università Ca’ Foscari (Venezia)

Vincere non è tutto, bisogna saper perdere. È così che campioni e manager arrivano al successo. Ma soprattutto bisogna allenare la mente e lo spirito prima ancora del corpo. Ecco i consigli di Roberto Re, che a soli 44 anni è tra i numeri uno della formazione europea e segue atleti (è stato accanto agli azzurri nelle Olimpiadi di Londra) e top manager per aiutarli a massimizzare le performance.

1. VIVI LA VITTORIA COME UNA SCENA GIÀ ACCADUTA
Al lavoro come nello sport ogni successo va vissuto come se fosse già stato raggiunto. Per conquistare un obiettivo occorre focalizzare la propria mente sul massimo traguardo possibile. Spesso invece abbiamo paura del risultato.

2. SE HAI DATO IL MASSIMO ESCI A TESTA ALTA ANCHE DALLA SCONFITTA
C’è sempre una seconda possibilità per dimostrare chi sei e quanto puoi valere. Saper perdere è molto difficile, chi ne è capace dimostra tutto il carattere e la determinazione che prima o poi lo porteranno al successo.

3. GLI ATLETI NON PUNTANO TUTTO SULLO SPORT. LO STESSO PER MANAGER E CARRIERA
È il caso di Josefa Idem: essere diventata madre l’ha aiutata anche a migliorarsi come sportiva. Vale anche per le donne manager. Un altro esempio è Francesca Schiavone, che è arrivata a vincere un torneo del Grande Slam imparando prima a gestire la sconfitta.

4. LA PAURA È IL NEMICO NUMERO UNO, IN PISTA E AL LAVORO
È accaduto a Schweitzer quando ha cercato rifugio nel doping per una mancanza di sicurezza nei suoi mezzi. Succede anche in ufficio: se perdiamo alcune certezze, tendiamo a fare delle vere sciocchezze.

5. PREPARARE LA MENTE PRIMA DEL CORPO. COSÌ SI VINCE, ANCHE NEL BUSINESS
Lo sport è talmente esasperato da diventare come il mondo del business, dove le pressioni che schiacciano un manager sono paragonabili a quelle che attanagliano l’atleta: si pensa troppo alla preparazione fisica, mentre in appuntamenti come l’Olimpiade è la preparazione mentale che fa la differenza.

ARTICOLO PRINCIPALE - Lo sport è più spietato del business