Linkontro 2022: il profilo dei nuovi leader che servono alle aziende

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Una leadership più attenta per affrontare le emergenze. È quanto auspicato da Beatrice Bauer, Associate Professor of Practice di Leadership, Organization & Human Resources alla SDA Bocconi School of Management. A cosa deve essere più attento oggi un leader? Bauer l’ha illustrato nel corso del suo intervento Leadership in tempi complessi a Linkontro 2022.

Leadership in azienda: i manager operino da grandi registi

In considerazione del fatto che, secondo un’analisi, in media solo il 5% dei dipendenti si dice appassionato del suo lavoro mentre il 30% auspicherebbe recar danno all’azienda, bisogna lavorare per neutralizzare gli effetti di quest’ultimi e migliorare la relazione con quel 65% che rimane in zona grigia. Come? Attraverso il coinvolgimento: «Non c’è Pnrr che tenga, per consentire la ripresa dell’azienda ogni leader dovrebbe riconoscere che gli elementi del team stanno affrontando la bufera, ma su barche diverse, ovvero avendo capacità, forze piscologiche e preparazioni differenti. Gli elementi più sani sono gli ottimisti. Ma i leader non possono e non devono dipingere la situazione a tinte forti, bensì trovare e trasmettere un elemento positivo». Ovvero, continua la docente, creare delle “illusioni positive” tali per cui nelle persone si inneschi una fiducia positiva nelle loro capacità potenziali, dando il via a un processo di autoefficacia. 

«Un buon leader migliora l’autoefficacia delle persone, che solo in piccola parte ha una componente genetica, il resto è esperienza ed educazione, oltre che motivazione offerta dal proprio leader». Bauer ha poi aggiunto: «Bisogna dare alle persone la possibilità di condividere e parlare, altrimenti si attiva un processo di chiusura che è anche di rifiuto. Per questo un leader deve imparare soprattutto ad ascoltare, passando dalla leadership fondata sul capo alla leadership incentrata sui collaboratori. I leader – conclude – vogliono tanto essere dei primi attori, ma oggi devono saper diventare dei grandi registi».