Stefano Colli-Lanzi © Valerio Pardi

Stefano Colli-Lanzi

“Il decreto lavoro rappresenta un provvedimento in cui permangono aspetti positivi e negativi ma in generale alcuni temi apicali sono stati toccati solo parzialmente”. È il commento di Stefano Colli-Lanzi, ceo di Gi Group al ‘pacchetto lavoro’, varato in settimana dal Consiglio dei ministri per rilanciare l’occupazione (Leggi).
“Un aspetto positivo è rappresentato dal tema prioritario della disoccupazione giovanile che è stato affrontato con uno stanziamento di circa 800 milioni di euro destinati a promuovere forme di occupazione stabile per i giovani fino a 29 anni”, afferma il manager della multinazionale italiana del lavoro. “Altro aspetto positivo è il fatto che l’impianto della Riforma Fornero, inteso come lotta alle forme di flessibilità spuria (partite Iva e contratti a progetto che poi si tramutano in precariato), è stato sostanzialmente mantenuto”.
Per quanto riguarda gli aspetti negativi, spiega Colli-Lanzi, non sarebbero da promuovere le disposizioni sui contratti a termine; “questo perché tale tipologia di accordo, reiterata più e più volte, precarizza le persone e non incentiva il buon andamento del mercato del lavoro. La vera flexsecurity - aggiunge - oggi è possibile trovarla solo all’interno del sistema delle Agenzie per il Lavoro che, da un lato, garantiscono maggiore sicurezza al lavoratore, dall’altro offrono flessibilità alle aziende. Mancano, inoltre, decisioni concrete sulle politiche attive”.